Pietro Malfarà ha inventato detergenti di ogni tipo, ma soprattutto un metodo efficace ed ecologico per rimuovere le maree nere

 di Ilaria Leccardi

Nell’aria si sente profumo di mentolo. È un’industria, ma il silenzio dell’ambiente di lavoro non la fa sembrare tale. Siamo a Mezzi Po, frazione di Settimo Torinese. Tra le mura del capannone della ditta Eurosicura nasce un prodotto particolare: un detergente che, oltre a pulire da sporco e materiali ostinati, potrebbe aiutare a risolvere disastri ambientali come la marea nera che in aprile ha colpito il Golfo del Messico, dopo l’esplosione della piattaforma Deepwater Horizon della britannica BP. Centinaia di chilometri quadrati di petrolio espansi sulla superficie dell’Oceano, impossibili da eliminare, nefasti per ogni forma di vita. Ma una soluzione potrebbe venire proprio da qui. 
leccardi-2Il Maggiordomo Ecoremover” e il suo inventore si presentano assieme: il primo è un prodotto completamente naturale, quasi al cento per cento biodegradabile, nato dalla combinazione di estratti vegetali. Incolore, anallergico, per essere trasportato o maneggiato non richiede né guanti né mascherine, sulla confezione non ha indicazioni di pericolosità; il secondo è Pietro Malfarà, un signore di 60 anni, quasi timido a parlare della sua creazione. 
Ci accoglie con il sorriso e, prima di spiegare come tutto è nato e cresciuto, vuole mostrare l’efficacia del suo prodotto. In un angolo del capannone ha allestito una sorta di laboratorio dimostrativo: due grandi vasche piene della stessa quantità di acqua e petrolio, ma con un aspetto molto diverso. In una l’oro nero è stato trattato con solventi, proprio come quelli utilizzati nel Golfo del Messico: in superficie galleggia oleoso uno strato scuro, sottile, una specie di pellicola al di sotto della quale ogni forma di vita sarebbe impossibile. Nell’altra l’acqua appare limpida. È qui che ha agito Ecoremover. 
leccardi-1Se l’azione dei solventi chimici, oltre a essere dannosa per l’ambiente e l’uomo a causa della presenza di sostanze come il butossietanolo, non fa altro che allargare e diluire il petrolio sulla superficie dell’acqua, Ecoremover, che agisce a impatto zero sull’ambiente, permette invece di far tornare l’acqua pulita. “Non si tratta infatti di un prodotto che disgrega il petrolio”, spiega Malfarà. “Al contrario, realizza un’emulsione stabile in acqua, rendendo solubile il manto oleoso che, trasformato in piccole particelle, si disperde. Qui si tratta di una vasca limitata, ma immaginiamoci l’oceano, con il moto ondoso che facilita ancor più il processo…“. 
Ecoremover non fa scomparire magicamente il petrolio, ma è come se restituisse al mondo e alla natura un materiale molto più “digeribile”: non completamente puro, perché sarebbe impossibile, ma compatibile con la vita e più facile da smaltire. E lo fa in modo ecologico.
Quello creato da Pietro Malfarà è infatti un prodotto completamente naturale e altamente biodegradabile, su cui ha già effettuato test il Dipartimento di Chimica Organica dell’Università di Torino e, come comprovato dall’Ispe di Milano, è ipoallergenico. Ma l’elemento straordinario è l’origine di tutto ciò: non un laboratorio superattrezzato ma la mente di uno studioso di scienze naturali guidato dalla passione per tutto ciò che è materia. 
Da piccolo vedevo la mia famiglia usare la cenere per pulire: mio nonno i mattoni, mia mamma i panni. E io sono cresciuto con la voglia di sapere, sperimentare. Poi ho iniziato a lavorare nel settore del commercio di gasolio e combustibile. Avevo bisogno di un prodotto che potesse pulire le cisterne, ma senza fare del male. E me lo sono inventato. Quando il mio lavoro ha iniziato a diminuire anche a causa della metanizzazione ho pensato di dedicarmi completamente a questo nuovo settore”. 
leccardi-4La srl Eurosicura, di cui Malfarà è amministratore unico, è nata nel 1997 e ben presto è cresciuta, arrivando a produrre decine di detergenti specifici per ogni tipo di superficie e occasione. Ma Ecoremover, nato da studi iniziati almeno quarant’anni fa, rimane la punta di lancia dei prodotti a marchio “Il Maggiordomo”. E lo stesso Malfarà lo vuole dimostrare, prima pulendo con facilità sorprendente una lastra di plexiglas sporca di vernice ormai secca da giorni, poi usando come cavia la sua auto nuova. Sul lunotto e sulla carrozzeria spruzza la vernice e mi mostra come il suo prodotto è in grado di scioglierla in un attimo. 
La cosa più sorprendente però non è quello che Ecoremover può fare, bensì i risultati che potrebbe raggiungere. “Sono sicuro che darebbe una grande mano a tutti i problemi di inquinamento dell’acqua. Sia in una tragedia come quella della marea nera sia in casi più ridotti come la dispersione di petrolio nel fiume Lambro avvenuta nel febbraio scorso. Ricordo che nel 1991, quando ci fu il disastro della petroliera Haven nel Mar Ligure, una notte mi sono precipitato sulla spiaggia di Arenzano per provare a vedere se la mia invenzione, allora non ancora in commercio, fosse efficace. Non avevo mai avuto modo di provarla su petrolio puro. E tutto è andato come immaginavo, funzionava davvero!” 
Il difficile però è farsi ascoltare dai governi e da coloro che si occupano di risanamento ambientale. C’è chi ha provato addirittura ad andare fino in Louisiana munito di Ecoremover per dimostrarne l’efficacia. È la piccola follia di un attivista di Mezzi Po, Ottavio Cavaliere, a giugno volato negli Stati Uniti per convincere la Bp e chi si stava occupando del disastro che una soluzione poteva venire dal prodotto piemontese. Ma quasi nessuno si è dimostrato disponibile all’ascolto. 
Eppure sono già molti quelli che hanno comprovato l’efficacia di Ecoremover. Da chi, come la Costa Crociere, lo utilizza per pulire le proprie navi, a una serie di ipermercati e catene commerciali che lo usano per detergere gli ambienti di lavoro. Inoltre, un prodotto di questo tipo potrebbe essere impiegato per pulire cisterne e stive, senza tutti i rischi dei solventi chimici che in tante occasioni hanno provocato gravi danni ai lavoratori. “Abbiamo iniziato un progetto in collaborazione con il Comune di Settimo e le scuole della città, per coinvolgere i bambini e le leccardi-3maestre sul tema dell’ecologia. Hanno visitato lo stabilimento l’assessore provinciale alle Attività Produttive Ida Vana e la console cinese Tao Jin, dell’Ufficio Scientifico e Tecnologico del Consolato Generale della Repubblica Popolare Cinese. Sono rimasti tutti impressionati”. 
Potenzialmente Eurosicura è in grado produrre trecentomila litri di Ecoremover al giorno (la produzione avviene nello stabilimento di Brandizzo, mentre a Mezzi Po, dove hanno sede anche gli uffici, i detergenti vengono solo confezionati), ma per ora le richieste sono inferiori. In Pietro Malfarà e nel suo progetto non c’è alcuna volontà di sfondare a tutti costi, l’importante è continuare a sperimentare. “A guidarci è la capacità della materia di stupirci quotidianamente”, precisae ridendo aggiunge:“Sono l’unico al mondo che può permettersi di fare questo…”. 
Malfarà prende un pennarello indelebile e scarabocchia la sua scrivania in legno. Poi prova a togliere i segni con un prodotto che in Germania viene venduto come miracoloso per questo tipo di macchie. Ma niente. Quindi versa un tappino di Zenith (la versione del detergente universale per la piccola distribuzione) e il colore tutto a un tratto si scioglie, venendo via come fosse inchiostro liquido. Una passata di panno e il tavolo è pulito. “Io sono l’unico detentore del segreto industriale. I miei due figli lavorano in azienda, con ruoli diversi, e un giorno spero che ereditino il mio ruolo. Per questo ho depositato la formula di Ecoremover divisa in due parti. Così, quando non ci sarò più, per andare avanti uno avrà per forza bisogno dell’altro e dovranno continuare il mio impegno assieme. Se il mondo capirà l’importanza di questa invenzione forse l’azienda potrà davvero diventare importante. Altrimenti preferisco che resti così. E mai svenderei la formula. Né per fama né per denaro”.

 

Sull'Autore

I commenti sono chiusi.