La comunità scientifica chiacchiera con Paolo Nespoli

di Gabriella Bernardi


Per venti minuti Torino, l’11 marzo scorso, è stata in collegamento diretto con lo spazio. Paolo Nespoli, l’astronauta europeo di nazionalità italiana, galleggiava a trecentocinquanta chilometri dalle nostre teste all’interno della Stazione Spaziale Internazionale. Da metà dicembre, infatti, sta lavorando all’interno dell’unico satellite artificiale abitato, impegnato nella missione chiamata MagISStra. 
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Questa videotelefonata molto particolare è avvenuta all’interno dell’Alenia nella giovane struttura chiamata Altec, ovvero l’Advanced Logistics Technology Engineering Center, nata nel 2001 per iniziativa di Asi, Alenia Spazio e consorzio Icarus (51% enti locali piemontesi e 49% Alenia Spazio) con il compito di gestire le operazioni industriali del Centro Multifunzionale Spaziale (Cmfs) fondato nel 1997 da Icarus. L’azienda si occupa in particolare di supporto ingegneristico e logistico alle operazioni della Stazione Spaziale e di altre infrastrutture orbitali in favore di Asi ed Esa nonché di altre agenzie spaziali, enti pubblici, comunità scientifiche, industrie nazionali ed estere e soggetti privati. Sono compresi anche i servizi di archiviazione, lavorazione e distribuzione dei dati delle infrastrutture citate; e la promozione e commercializzazione delle opportunità di utilizzo della Stazione Spaziale e fornitura dei relativi servizi ingegneristici di supporto.
astronauti-1Verso le 14 si inizia con i saluti di benvenuto da parte dei presidenti e rappresentanti di Altec, Thales Alenia Space e Esa (Agenzia Spaziale Europea), ma quello che colpisce è la presenza in sala di due giovani che vestono tute blu: sono gli astronauti italiani Luca Palermitano e Samantha Cristoforetti, la prima donna astronauta italiana. Entrambi sono ufficiali piloti dell’Aeronautica Militare e stanno seguendo l’addestramento nel centro di Colonia dell’Esa. Prenderanno la parola anche loro per commentare delle belle immagini del loro addestramento, e dare un’idea del loro futuro lavoro nello spazio.
Puntualmente alle 15:10 il tanto atteso inflight call con Paolo Nespoli viene aperto da Houston e passato a Torino tramite altri satelliti; sullo schermo appare un galleggiante connazionale all’interno della stazione spaziale e da Terra parte un applauso spontaneo sull’onda dell’emozione. Nei venti minuti di questa chiacchierata, che fa risaltare l’importanza del contributo italiano all’astronautica, non si può non notare la naturale simpatia e l’entusiasmo trasmesso da questo particolarissimo lavoratore ad alta quota.
Nespoli ha spiegato che gli astronauti, oltre ai test scientifici che debbono effettuare (e per i quali si sente soprattutto un meccanico perché deve principalmente premere dei bottoni per avviarli), hanno anche altri compiti, come quello di spostare fisicamente i rifornimenti arrivati da poco, magari tre volte per via dello spazio limitato. Effettivamente,spesso nelle immagini si notano pacchi o sacchi ammassati nei vari moduli. Il tempovola e il collegamento si chiude alle 15:30, ma il pomeriggio prosegue con un commento in diretta da parte degli astronauti in sala su alcune belle foto della missione che sta svolgendo Paolo Nespoli. Le foto erano visibili in 3D astronauti-3tramite appositi occhialini che le rendevano veramente spettacolari. Altre immagini, sempre in 3D, mostravano le fasi di assemblaggio del lanciatore russo Soyuz che ha portato anche Nespoli alla stazione spaziale (la Soyuz viene assemblata e trasportata in orizzontale sulla rampa di lancio e solo successivamente sollevata in verticale); e prima del lancio in Russia ci sono vari riti benaugurali, come piantare un alberello o di ricevere un calcio nel didietro quando si sale la rampa.
Il tutto termina con le singole interviste, in un altro salone, sullo sfondo della ricostruzione di un terreno marziano con un lander ed un rover che si muove. Parlando con i giovani ingegneri che lo comandano scopro che fa parte del progetto Steps (Sistemi e Tecnologie per l’EsPlorazione Spaziale), finalizzato all’esplorazione spaziale in risposta al bando della Regione Piemonte dedicato al settore aerospaziale. Questo progetto, di cui Thales Alenia Space è capocommessa, vede il coinvolgimento di Politecnico di Torino, Università, centri di ricerca e soprattutto di 24 Pmi piemontesi. I settori coinvolti sono navigazione e guida, visione e riconoscimento del terreno, diagnostica preventiva, aerotermodinamica, energia e celle di combustibile, sistema di discesa/ascesa e assorbitori d’impatto, locomozione e meccanismi, strutture innovative rigide e gonfiabili, controllo ambientale e protezione dalle polveri, realtà virtuale e interfacce uomo/macchina, ottimizzazione multidisciplinare, progettazione concorrente e collaborativa, sistemi di trasporto commerciali.
Oltre che al settore spaziale, le tecnologie interessate daranno la possibilità alle piccole medie imprese, anche grazie al supporto accademico, di applicarne l’innovazione ad altri settori: aeronautico, energetico, trasporti, protezione civile, robotica, con evidenti ricadute sull’intero tessuto industriale piemontese. Ne sono la dimostrazione i lanci dei moduli abitati che si sono agganciati con successo alla Stazione Spaziale Internazionale come il Nodo 2 Harmony sempre con Nespoli, il laboratorio europeo Columbus, il sistema di trasporto automatico astronauti-4Atv oppure le sonde interplanetarie Mars Express e Venus Express in orbita intorno a Marte e Venere o Rosetta in viaggio per raggiungere una cometa in prossimità di Saturno. Altra curiosità, nello stesso stabilimento Torinese, attraverso la società controllata Altec, vengono seguite in tempo reale le operazioni dei moduli della Stazione Spaziale Internazionale in collegamento diretto con Houston e con gli altri centri Nasa. Quest’ultima, l’Esa e le agenzie spaziali russa, giapponese, cinese, per citare le più importanti, puntano a far ritornare l’uomo sulla Luna entro il 2020 costruendo una base permanente ed a far scendere per la prima volta l’uomo su Marte intorno al 2030-2040. Proprio in preparazione a questi obiettivi si sta sviluppando una serie di programmi e missioni di tipo robotico o abitato. Ma sulla stazione spaziale c’è già un po’ di Piemonte: da poco è attraccato l’Atv2 Johannes Kepler, sistema di trasporto innovativo, ed è stato montato il modulo permanente abitativo Leonardo con una spettacolare passeggiata spaziale.
Per approfondimenti
www.esa.int/esaCP/SEM8MH0U5LG_Italy_0.html

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