Orlando Manfredi sul Cammino di Santiago de Compostela

di Michela Damasco

Quasi ottocento chilometri in una quarantina di giorni, rigorosamente a piedi. E, se la dimensione del camminatore può permettere una visione che ricorda un po’ il concetto filosofico di “ecceità” inteso come disordinata configurazione del mondo in un momento irripetibile, senza gerarchie tra sfondo e primo piano, tra grande e piccolo, ciò può valere a maggior ragione se il Cammino è quello di Santiago de Compostela e c’è chi lo intraprende nell’ottica di un pellegrinaggio artistico e culturale.
santiago-3 È il caso di Orlando Manfredi, in arte duemanosinistra, nativo d’Ivrea ma ormai torinese d’adozione, cantautore, attore e drammaturgo, che il 9 luglio scorso si è messo in viaggio con l’intento di dar vita a un progetto culturale aperto e multimediale, battezzato From Orlando to Santiago – scrivere canzoni, condividere il cammino.
L’idea è nata per motivazioni e impulsi diversi” spiega.  “In un momento in cui è molto frequente la parola “crisi”, anche in ambito culturale, ho pensato di sparigliare le carte, cambiando le modalità progettuali e operative e decidendo di calarmi in un flusso di persone particolari, con un certo modo d’intendere il cammino”.
Da Saint Jean Pied de Port (Roncisvalle), sui Pirenei, a Santiago de Compostela, in effetti, di persone se ne possono incontrare tante, accomunate dalla capacità di portare lungo quei chilometri una certa densità e intensità. Il Cammino accoglie e guida infatti i passi di fedeli e laici, uomini e donne, esploratori ed esuli, ognuno con la propria strada da comporre ma al tempo stesso pronto al confronto e all’incontro. Spinto dalla necessità di abbandonare il superfluo, attrezzarsi di molte domande e ritrovare l’indispensabile, Orlando Manfredi ha intrapreso un pellegrinaggio esistenziale e artistico, per re-imparare a camminare e muovere nuovi passi, dando vita, come si legge nel suo sito, a un “progetto culturale-mediale 3.0, con una vocazione social ambivalente: rispetto all’incontro con ipellegrini e rispetto alle modalità di diffusione dei contenuti, tentando una fusione tra contenuti reali ed estetici”. La sfida lanciata e dichiarata fin dall’inizio era quella di comporre un disco, in tempo reale, tappa dopo tappa, nutrendosi di luoghi e incontri.
santiago-4Ho sempre fatto il travet dello spettacolo, aggiunge, da prima di avere 20 anni (ora ne ha 35, ndr), e sto cercando di portare le mie specificità e il mio know how in un percorso e in progetti culturali e discografici che rispondano a momenti di criticità”. “From Orlando to Santiago”, infatti, s’inserisce nella ricerca di intimo rock, ossia il repertorio di musica d’autore, oltre che titolo del disco del debutto ufficiale, dopo la nascita nel 2003, di duemanosinistra: uscito alla fine del 2010, l’album ha riscosso consensi al punto da comparire tra i migliori dischi italiani del 2011 e portare a inviti e aperture di concerti.
Tra gennaio e febbraio di quest’anno, poi, la decisione di partire: “In tutto, ho avuto sei mesi per organizzami, con tempi strettissimi, concentrandomi solo su quello. Forse il progetto avrebbe avuto bisogno di un anno, ma volevo che mantenesse la sua urgenza in tutti gli ambiti e sono riuscito a rispettare i tempi che avevo pronosticato”. Munito di iphone con tastiera collegabile tramite bluetooth, di registratore e di una chitarra minuscola incastrata nello zaino (“sulla quale ho scritto ‘Questa macchina non uccide nessuno’, ispirandomi al ‘Questa macchina uccide i fascisti’ che Woody Guthrie aveva scritto sulla sua chitarra”), Orlando si è messo in cammino raccontando l’esperienza con parole, foto e video sul suo sito, su facebook e su twitter. Non senza difficoltà: oltre a prevedibili problemi di connessione, “in un paio di occasioni ho dovuto barare” ammette sorridendo.  “Un giorno, per via di una tendinite, ho dovuto prendere un taxi per andare all’ospedale di Burgos, poi, per arrivare in tempo in Galizia dove dovevo incontrare Stefano Roggero, fotografo di scena e amico, sono ricorso all’aiuto di un pullman”.
santiago-1Oltre a una serie di partner, che hanno dato una mano, vuoi economicamente, vuoi in altre forme, per declinare il progetto, punto di forza è stato la condivisione, dal momento dell’ideazione fino al cammino vero e proprio. Attraverso una piattaforma di crowdfunding, formula che sta cominciando a prendere piede anche in Italia, il pubblico poteva infatti diventare sostenitore diretto dell’iniziativa dando un contributo da un minimo di 5 a un massimo di 500 euro, per finanziare le spese di registrazione discografica. “Qui non c’è ancora molto la mentalità del mecenatismo culturale, spiega ancora Orlando, ma il crowdfunding è una modalità al tempo stesso produttiva e comunicativa, che di fatto è anche un’operazione mediatica. Sono rimasto abbastanza sorpreso perché la raccolta è stata lanciata in un periodo non ideale come quello estivo, ma abbiamo superato i 3.000 euro. La formula del piano estetico associato al piano reale del viaggio è risultata vincente: la gente poteva interessarsi e seguire l’andamento del mio viaggio, il che ha creato una sorta di simpatia”.
Orlando è rientrato a Torino con un bagaglio più pesante, contenente non solo incontri di ogni tipo e “un’esperienza che non può non sembrarti decisiva quando la stai vivendo, con la sensazione di poter essere più preparato nel futuro”, ma anche alcune canzoni preparate durante il viaggio e tanti spunti da elaborare. L’ha sintetizzato bene con un post su facebook del 24 agosto scorso: “Lo sanno tutti quelli appena reduci dal Cammino. Dopo l’ultimo metro, non hai ancora finito (e forse non finirai mai). Devi ripercorrere i passi, mettere assieme i pezzi del puzzle, trovare le parole per dire certe cose o cancellare le parole che stanno per imprigionare certe cose. Devi respirarci dentro. Così come il Cammino ha fatto respirare te”.
Al momento, da parole e note sono sfociate sette canzoni: faranno parte del disco, in cui “dovranno essercene almeno altre sette”.
santiago-2Intanto, dopo un primo incontro-reading al Circolo dei Lettori, il 28 settembre scorso, nell’ambito di Torino Spiritualità, l’artista-pellegrino, assieme a Elvis D’Elia, Stefano Micari e Andrea “Pacia” Pagliardi di duemanosinistra, ha presentato in anteprima uno spettacolo-concerto, composto dalle canzoni pronte e da “una piccola drammaturgia che prende spunto dalle cose che ho scritto lungo il Cammino. È la storia di un cantautore che si mette in testa di sconfiggere la crisi con le canzoni e si mette in viaggio in modo un po’ donchisciottesco”. L’elaborazione post, quindi, viene fatta con i musicisti di duemanosinistra, dopo un cammino in solitaria: “Sentivo questa esigenza, ero un po’ come un vampiro interessato agli altri, in cerca di incontri, assorbivo come una spugna. L’avrei fatto anche se la raccolta fondi non fosse andata così bene”. Ora è il tempo di ripercorre i passi, scegliere le parole e metterle in musica.
Info
www.fromorlandotosantiago.com – www.duemanosinistra.com

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