Nuok.it, il blog dove i nomi delle città si scrivono come si pronunciano 

di Roberta Arias

Un’idea che parte da New York, la città dove tutto è possibile. Un cervello esplosivo come quello di una giovane astigiana che, abbagliata dalla Grande Mela, ha pensato di fondare un blog per italiani all’estero.
nuok-1  L’idea nasce una sera del 2009 a Brooklyn, e il blog si chiama Nuok. Si scrive proprio così, come l nome “New York” pronunciato da un bimbo. Alice Avallone, 27 anni, masticava tecnologia già a cinque anni e ha proseguito dopo la laurea in Lettere con la pubblicità, studiando all’Istituto europeo di design di Torino. Dopo due anni di vita newyorkese torna ad Asti nel 2011. Di giorno si occupa di linguaggi di comunicazione, di notte si dedica alla sua creatura sul web.
L’idea, racconta, si rafforza dopo il viaggio: è stata una bella esperienza vivere là, è proprio come si vede nei film. New York è fantastica, anche se viverci non è facile: ho deciso che mi sarei trasferita là per qualche tempo e così ho fatto, ci ho vissuto per due anni. Nuok è nato lì come un progetto, un sogno”.
La squadra parte, prima in quattro, Alice compresa, lo scrittore, il fotografo, l’esperto new media, e presto si aggiungono due nuove ragazze: oggi, i redattori sono quaranta. Sono quasi tutti italiani che vivono all’estero e s’incontrano su Nuok per condividere il piacere di una brioche in un caffè di New York, uno sguardo nel quartiere artistico di Amsterdam, le luci di uno spazio espositivo a Francoforte o il tocco di design a Barcellona.
Il blog cresce e diventa un magazine seguito da tanti ragazzi che scrivono da diverse parti del mondo, commentando luoghi nascosti, lontani dalle mete turistiche. Nuok è un contenitore di emozioni, di vita vissuta oltre i confini geografici, di giovani talenti, d’immagini che catapultano la fantasia da una parte all’altra del mondo.
Alice Avallone si muove nel paese di Nuok per coordinare, dare input, creare sinergie da un emisfero all’altro del globo. Per diventare un urban reporter occorre innanzitutto lo spirito Nuok: essere capace di creare qualcosa di bello anziché lamentarsi, reagire alla crisi dimostrando di valere, di saper fare, di voler esserci. Poi si segue l’iter (il Nuok program) per entrare nel magazine: si tratta di una selezione vera e propria, con precise indicazioni sul materiale da inviare e regole altrettanto puntuali per essere scelti.
nuok-2Insomma, non si diventa Nuoker a caso. Bisogna essere giovane, curioso, italiano, ironico e viaggiatore. Non c’è guadagno, lo si fa per passione. Precisa Alice: “Nuok è un aggregatore di energie positive, un portfolio gigante con migliaia di post all’anno, è una risposta allegra e scanzonata, ma non per questo meno seria, a chi non sa fare altro che lamentarsi. E soprattutto, un racconto delle città del mondo regalato a chi ama viaggiare”. 
Sono cinquemila i visitatori unici al giorno sul sito, circa tremila i follower su Twitter e oltre quindicimila i fans su Facebook:  al click si entra e subito si avverte quello stile dell’italiano all’estero che parla con tutti,  trasmette la sua vitalità attraverso la scatola web per arrivare dritto al cuore dell’utente.
La faccia di Nuok è rosa e bianca la faccia di Nuok, per camminarci dentro c’è una cartina, bisogna orientarsi e decifrare i segnali. Guidati da una miscela metropolitana di sensazioni si viaggia da una città all’altra assaporando il gusto della scoperta che nutre l’anima sognatrice di ognuno di noi.
Sul pianeta di Nuok le parole si scrivono come si pronunciano in inglese: le città sono le sitis, i nomi diventano AmdamBorlinChiotoLannonFrancfurtMessikositiMilanPistojahRromaSciangaiSidneiStambulStoccolmTurinVancuver e Venessia. Per esplorare basta seguire le sezioni tematiche: Urban Safari (Racconti di quartieri, strade, percorsi), Coolture (Report di mostre, monumenti, chiese e tutto ciò che è arte e cultura), Let’s Eat (locali dove mangiare a pranzo o cena),  Coffee Time (i posti dove fare colazione o merenda), Wish Bag (Recensioni di negozi) e  By Night (dove uscire la sera).
 Nuok non ha alcun guadagno: i modesti ricavi pubblicitari coprono giusto le spese per il mantenimento del sito e la stampa di biglietti da visita. Però vanta numerosi premi italiani e internazionali in concorsi di creatività e comunicazione digitale: vince il primo premio dell’eContent Awards Italy e al Libero Mobile Awards, arrivando finalista al World Summit Youth Award di New York. 
nuok-3Il prossimo progetto della “creative thinker” Avallone (prima di darsi alla quiete naturalista facendo la koala keeper in Australia) è incentrato sul suo paese e si chiamerà Toju: “Asti è una città meravigliosa e basta una passeggiata nel centro storico per capirlo. I bambini si rincorrono e le mamme chiacchierano sulle panchine, mentre gli astigiani sempre così indaffarati si dimenticano di osservare quanta bellezza li circonda. Guide turistiche online non ce ne sono. Anche nelle librerie, soprattutto fuori dal Piemonte, il materiale è insufficiente. È arrivato il momento di rendere accessibile a tutti, e agli astigiani in primis, la storia di questa città, raccontando le sue bellezze e dando buoni motivi per passare qualche giorno qui: dove fare colazione, che cosa assaggiare a pranzo e cena, quali palazzi e musei visitare, davanti a quale monumento fermarsi, dove fare acquisti particolari. Ecco perché nasce l’idea di Toju, come veniva chiamato familiarmente Vittorio Alfieri: vuole essere la prima guida creativa alla città di Asti, dove la storia incontra i new media, e non solo. I giovani creativi di Asti saranno i primi a essere chiamati a raccontarla con foto, testi, video. Bisogna insegnare prima di tutto agli astigiani ad amare la propria città e Toju è pronto ad aiutarli”.

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