Woolcrossing – di Emanuele Franzoso

Un’impresa appesa a un filo 

di Emanuele Franzoso

Dalla Sicilia a Torino passando attraverso la Toscana e con una tappa negli Stati Uniti per rincorrere un sogno: trasformare una passione in opportunità di lavoro, avviando un negozio di filati in cui riunire appassionati di tutte le età. Il cassetto di Federica Giudice, nata in Veneto da genitori siciliani nel 1978, è pieno di gomitoli di lana e di sogni, ne manca solo uno: quello realizzato un anno fa all’ombra della Mole Antonelliana. 
fa-woolcrossing-1   Si chiama Wool Crossing, si trova in via Buniva e il 15 settembre 2013 ha spento la prima candelina. È un negozio-laboratorio coloratissimo dove passione, tradizione e innovazione s’incontrano quotidianamente. Il nome infatti si riferisce agli incroci sul filo di lana di una tecnica molto conosciuta anche con il suo corrispettivo, altrettanto anglosassone: knitting. Un unico termine indica l’arte di lavorare a maglia e proprio da questa passione, che Federica coltiva fin da bambina, è nata un’attività commerciale e culturale. 
Da un certo punto di vista la si può considerare un’impresa appesa a un filo, un settore di nicchia ma che nello stesso tempo può contare su una rete molto solida di appassionati maglisti e magliste sia su Internet sia dal vivo. Wool Crossing si trova nel cuore di Vanchiglia dove Federica, in tempo di crisi, ha scelto di investire proprio sui suoi amatissimi filati provenienti da tutto il mondo. “Non è un caso che io abbia scelto proprio Torino e in particolare questa zona” rivela la titolare, che ha lasciato un posto di lavoro sicuro in una ditta informatica per avviare la sua impresa.  “La mia conoscenza di knitters (sferruzzatrici e sferruzzatori, ndr) attraverso Internet mi ha permesso di individuare nel capoluogo piemontese una città ricca di appassionati del settore e nel centralissimo borgo, un’area piena di piccole botteghe. Inoltre mio marito aveva trovato lavoro in città e poi in Piemonte c’è “Cuore di maglia”, un’associazione nata ad Alessandria ma molto attiva e presente anche a Torino, così mi sono detta: quale migliore posizione per avviare la mia attività?”
Ovviamente le difficoltà e gli ostacoli non sono pochi quando si tratta di mettere mano al portafoglio e districarsi nella burocrazia. Ma questa idea innovativa, che fonda il suo successo sia sull’esperienza diretta sia su una community online, ha funzionato. “Prima di raggiungere Torino ho avuto una prima esperienza a Pisa, città dove ho studiato e in seguito ho iniziato a lavorare in una ditta informatica. Lì avevo avviato uno knit-café in cui insegnavo le tecniche del lavoro a maglia, ammirate da bambina nei cortili siciliani e in quel modo mi sono resa fa-woolcrossing-2conto delle mie capacità. Così ho acquisito sicurezza e ho frequentato anche un workshop molto specifico a New York dove ho affinato la tecnica. Prima di tirare su la serranda sono stati indispensabili i miei risparmi e il supporto della mia famiglia, sebbene i miei genitori e alcuni amici avessero espresso qualche dubbio sulla sostenibilità della mia idea”, ammette Federica.  “Poi mi sono rivolta a Mettersi in proprio (un servizio di consulenza e tutoraggio gratuito, offerto dalla Provincia di Torino) e il resto lo ha fatto la mia passione. Quando c’è quella, ti spendi molto di più per ciò che fai e riesci a comunicare e produrre in maniera molto spontanea e profonda”
Ma cos’ha di innovativo questa merceria? “Per prima cosa è l’unica a Torino e quasi un unicum nel suo genere in Italia, unendo la vendita a molteplici occasioni di formazione e socializzazione”, sostiene Federica.  “Noi utilizziamo i ferri circolari, con il grande vantaggio di poter lavorare intere maglie senza cuciture, partendo dal collo e andando giù in modo tale da poterle anche provare e aggiustare in corso d’opera, a seconda del gusto e della taglia. Sono più maneggevoli, rispetto ai ferri rigidi sottobraccio, più facili da portare e se si viaggia tanto: ad esempio, in aereo i ferri circolari in legno si possono portare senza problemi, permettendo di trascorrere le ore piacevolmente e in maniera produttiva. Inoltre l’uso dei ferri circolari è adatto anche a persone che hanno avuto problemi di cuore, interventi al seno e artrosi”
La ricetta vincente di questo progetto si basa anche sullo scambio di conoscenze, spesso intergenerazionale. “Il mio non è un semplice negozio ma prima di tutto è un luogo di incontro e socializzazione: ho voluto creare occasioni per condividere un hobby organizzando corsi, seminari e vivendo le iniziative proposte in città. Chi lavora a maglia è anche propenso a chiacchierare, proprio come accadeva in Sicilia quand’ero bambina e osservavo mia nonna e le altre donne quando, una volta terminate le faccende di casa, iniziavano a ricamare”
fa-woolcrossing-3Una lezione da mettere in pratica soprattutto nelle realtà in cui regnano la velocità e lo stress, e anche a Torino, dove tra un ferro e l’altro si rompe subito il ghiaccio e gli appassionati di knitting si danno del tu. “Un hobby in comune avvicina tutti”,garantisce Federica.  “Accade anche fra i giovani knitters e le pensionate, che s’incontrano nel mio “salotto”, per la gioia di queste ultime”
Per comprendere ancora meglio la filosofia di vita di Federica Giudice basta vedere come progetta le sue vacanze. “Non scelgo una meta per un motivo particolare, ma prima di partire cerco qualche aggancio, mi informo sulla presenza di knit-cafè attivi o sulla possibilità di acquistare fibre pregiate. Quando sono tornata in Sicilia, nei luoghi dove sono cresciuta, ho assistito alla tosatura delle pecore mentre in Portogallo ho scoperto dei negozi molto interessanti. Per documentarmi utilizzo molto la rete e i social network”
L’animo “due punto zero” di Federica Giudice si esprime proprio sul web. Lei non usa Internet solo per documentarsi ma è prima di tutto una blogger, presente anche sui principali social network e crede così tanto in questo canale che sta aprendo anche un negozio online, sebbene il contatto diretto resti ancora il valore aggiunto di Wool Crossing, perché  “nelle mercerie si trova di tutto e purtroppo ho riscontrato spesso l’incompetenza dei commercianti. Non credevo fosse possibile proporre un prodotto di cui in molti casi non si conosce altro che il prezzo e la qualità: un buon venditore deve saper guidare il cliente nella scelta, proporre modelli ed essere in grado di fornire una consulenza adeguata sui filati ma anche sulle tecniche per lavorarli”. 
fa-woolcrossing-4Questa sensibilità spiega il rapporto che i clienti della merceria di via Buniva instaurano tra loro e con la titolare. E si spiega anche quel telefono che squilla spesso: le magliste chiedono consigli e ordinano gomitoli e accessori ben precisi, mentre i più tecnologici usano le email, i social o i forum. La lana è il tessuto invernale per eccellenza, ma tra corsi da frequentare, nuove tecniche da imparare e trasmettere, gomitoli da srotolare e attrezzi per sferruzzare, un vero knitter non va mai in letargo. 
Perché, come scrive Federica sul suo blog (Federicaknits.wordpress.com): “Ogni giorno a Wool Crossing è unico e piacevole. Sono felice che lo spirito del “salottino” sia stato percepito, e le visite di tutte voi amiche e knitters mi allietino le giornate. A Wool Crossing si gioisce tutte insieme di un punto riuscito, di una maglia completata o di una illuminazione creativa che a piccoli passi diventa un capo unico e speciale. La collaborazione con Emma Fassio (nota blogger e designer di knitwear che tiene corsi a Wool Crossing e presenta video tutorial sulle tecniche di base della maglia sul canale QVC) per l’organizzazione dei corsi, dei Knitting Day e in generale in tutte le occasioni in cui abbiamo il piacere di confrontarci è più che mai stimolante e fonte inesauribile di ispirazione sia dal punto di vista professionale che personale. L’affetto con il quale voi tutte amiche knitters avete accolto Wool Crossing è grande e io lo sento tutto e lo ricambio con tutto il cuore”.

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