Lo speed-dating a Torino

di Federica Vivarelli

Hai visto quello accanto a me? È così gentile, nemmeno il mio ex marito è mai stato così premuroso. Anche se in realtà mi piace di più quello con gli occhiali vicino a te, ma anche quello con la maglia grigia non è malaccio”. Una confessione degna di soap opera che avviene in realtà nel bagno di un locale del Quadrilatero Romano di Torino. Sono due le donne che stanno chiacchierando: entrambe sulla quarantina, capelli freschi di parrucchiere, vestite elegantemente. Basta affacciarsi fuori dal bagno per capire cosa sta succedendo: ci sono circa una ventina di donne con un foglio in mano, e altrettanti uomini che si scambiano di posto. C’è un ragazzo in piedi con un orologio, e detta il tempo che si ha per conoscersi. È in corso uno speed date, letteralmente “appuntamento rapido” di gruppo, con la particolarità che qui hanno tutti dai quarantotto ai sessant’anni.
Gli speed dating arrivano dall’America, una moda per cuori infranti o da infrangere che a Torino sta già prendendo piede da alcuni anni grazie al portale www.vitadasingle.net. Fondati da un torinese trentatreenne, gli speed dating nostrani hanno la particolarità di rivolgersi “dai 48 anni in su” come specifica il sito, dove si spiega il funzionamento di una serata-tipo: “Prima di iniziare gli uomini non possono entrare in contatto con le donne, che quindi restano in zone separate fino all’arrivo di tutti gli iscritti. L’avvio del gioco viene annunciato da una campanella: i partecipanti sono uomini e donne in numero uguale, e si siedono l’uno di fronte l’altra. Allo scadere di sei minuti la campanella segnalerà che è ora di passare a un nuovo “appuntamento”. Gli uomini cambiano allora tavolino, per passare a un nuovo incontro. In questo modo. al termine della serata, ogni donna avrà parlato con ciascun uomo e viceversa”. Un’attività divertente che “ti permette di conoscere non per forza uomini con cui uscire, racconta Nunzia, 48 anni e separata, ma anche nuove amiche, con cui magari andare a ballare o a una mostra. Io per esempio sono infermiera, e con i turni in ospedale ho poco tempo per poter conoscere nuove persone. Dove potrei altrimenti incontrare altri alla mia età?
Perché se gli speed dating a Torino si devono concentrare sulla fascia over 40, un motivo c’è. Lo conferma anche l’Istat: è proprio su di loro che il precariato dei sentimenti ha preso il sopravvento. Secondo gli ultimi dati, le separazioni sono aumentate del 57,3%, i divorzi del 74%. Di questi, si calcola che in media le donne hanno 40 anni, gli uomini 43. Solo in Piemonte le separazioni sono cresciute del 46%, i divorzi più che raddoppiati. A crollare per primi, i matrimoni di lunga durata: sempre in Piemonte, il 60% delle separazioni hanno visto protagonisti coniugi insieme da oltre dieci anni, e per un quinto unioni di oltre ventiquattro anni di durata (fonte: Demos).
Quando la moglie scappa con l’amante, o il marito con la segretaria, una volta ci si sarebbe ritirati a una vita modesta, fatta di monoporzioni di surgelati davanti al televisore. Ora per gli ultraquarantenni sull’orlo di una crisi di nervi si apre un mondo, che spesso non si era conosciuto per via di matrimoni avvenuti troppo in giovane età: “Lo ammetto, quando mio marito mi ha lasciata mi è crollato il mondo addosso, ma ora inizio a farmene una ragione”, racconta Cristina, 49 anni, di Pianezza, separata da quattro anni.  “Faccio cose che prima non mi sarei mai sognata di fare. Mi sono iscritta a tango, vado a ballare in discoteca e faccio le quattro del mattino. Addirittura torno a casa dopo mia figlia che ha vent’anni”. Le fa eco Teresa, 53 anni di Torino, divorziata da dieci: “Chi l’avrebbe mai detto che alla mia età tutti i sabati sera sarei andata con un gruppo di amici della mia età a ballare? E quando arriviamo lì c’è un mondo di gente della nostra età, è bello fare due chiacchiere e un ballo con persone nuove. Solo che i miei figli sono spaventati. Ogni volta che esco mi rimproverano se non telefono quando arrivo e quando parto. Pensare che fino a qualche tempo fa la stessa scena avveniva al contrario”.
C’è chi li ha definiti una generazione fortunata, chi invece molto vicini all’età più sfortunata del secolo. Resta una fotografia che racconta una Torino da ultraquarantenni che rivendicano il loro tempo libero: troppo giovani per pensare alla pensione, troppo vecchi per ricominciare da capo. Gli speed date sono solo la punta dell’iceberg. Certo non è facile ripartire, dopo una vita passata accanto a un’altra persona. “Io per esempio mi sono ritrovata sola dopo che mio marito se n’è andato, con una più giovane naturalmente, racconta Antonella, 52 anni di Rivoli, tuttavia gli amici frequentati fino ad allora erano tutti sposati. Ti allontani, ma come ripartire? Ti credi sola. All’inizio mi sono iscritta in palestra, nella speranza di incontrare qualcuno con cui passare del tempo. Ma sono troppo timida. Allora mi sono iscritta a un gruppo su facebook, e lì mi sono accorta che non ero sola. Oggi ho un nuovo compagno accanto, anche lui separato, e nuovi amici”.
Gli adepti dell’esercito degli over quaranta vedono infatti, volenti o nolenti, un percorso che più o meno è sempre lo stesso: “Quando mi sono ritrovata sola, dopo trent’anni di matrimonio, racconta Maria, 54 anni di Collegno, mi è caduto il mondo addosso. Ora sono passati cinque anni da quando mio marito mi ha lasciata per un’altra, con cui ha avuto anche un figlio: all’inizio è stata dura, vedevo nero ovunque. Poi mi sono detta che dovevo fare qualcosa per me, ma non sapevo da dove partire. Gli amici che avevo erano perlopiù sposati, per cui ho iniziato a fare quello che fanno tutti: mi sono iscritta in palestra, a danza, a teatro”. Non tanto per trovare un compagno, ma trovare nuove amicizie. “Ti viene a mancare anche solo un’amica con cui uscire per fare due chiacchiere”.

In realtà a far parte di questo quadro non sono solo mogli, mariti e compagni traditi o abbandonati: “Io per esempio un po’ perché sono timido, un po’ perché sono sempre molto impegnato sul lavoro,  racconta Alessandro, 50 anni di Caselle, mi sono ritrovato single e con pochi amici. E senza una soluzione per uscirne. Non so a quanti speed dating abbia partecipato, questo non perché non abbia mai trovato una persona interessante, ma perché è una bella realtà che permette di ampliare le amicizie. Alla nostra età non è che vai a scuola che puoi conoscere nuove persone”.
In realtà, quello dello speed dating è solo uno dei tanti modi per uscire dal tunnel, con diversi livelli di variazione sul tema: “Io ho conosciuto il mio compagno su internet, racconta Rachele, 53 anni di Torino, e anche lui è separato. Prima di sposarsi si divertiva a suonare il pianoforte in alcuni bar, per cui abbiamo deciso di riprendere la sua passione, unendola alla nostra difficoltà nel trovare nuove amicizie. Mettiamo allora in contatto tra loro diverse persone single che hanno più o meno la nostra età. Si mangia, si balla, e si passa un sabato sera diverso dagli altri. Alcuni aspettano il nostro appuntamento come unico appiglio sociale nella settimana. Nel tempo ci piacerebbe trasformare il nostro salotto in un’attività commerciale vera e propria”.
Se l’esercito degli ultraquarantenni dovesse stabilire un campo base, mai luogo migliore potrebbe essere internet. Sono in molti, infatti, ad affidare le proprie sorti al web. Alcuni scelgono proprio delle chat di conversazione fatte apposta per over 35. Il portale vitadasingle.net, per esempio, non  si occupa solo di incontri, ma anche di vari argomenti analizzati da un unico punto di vista: arredare, pulire casa, cucinare, fare shopping, tutto in formato mono.
E poi l’immancabile facebook. Sul portale, i gruppi dedicati ai single torinesi sono oltre una decina, alcuni superano i cinquemila iscritti.
È un modo per mettere insieme persone che sono sole, anzi che si ritrovano sole”, spiega Will, 66 anni, fondatore del gruppo “Crescere insieme”.  “Quando ho iniziato a vivere la nuova situazione di separato mi sono iscritto a un gruppo dedicato ai single, solo che con il tempo ho smesso di identificarmi nell’organizzazione. Quindi ho abbandonato il gruppo, per fondarne uno nuovo, seguito da altri trecento che come me vivevano la stessa situazione”.
A differenza di altri, i gruppi dedicati ai single di Torino hanno l’obiettivo di organizzare gite, serate, feste. “È un gruppo al quale occorre chiedere l’iscrizione; una volta entrati ci si scambia qualche battuta, si ha insomma modo di rompere il ghiaccio, continua Will, e poi ognuno ha la possibilità di proporre una serata o un evento. Basta partecipare, e una volta dentro sta a ognuno decidere cosa raccontare di sé. Anche se poi un confronto con chi c’è già passato in delicate situazioni di separazioni è sempre utile”.
Al momento il gruppo fondato da Will ha 140 iscritti attivi, con un’età media tra i 45 e i 65 anni, non solo provenienti da Torino ma da diversi punti del Piemonte, da Alessandria, Cuneo, Novara. Inoltre, “l’obiettivo primario non è quello di trovare l’anima gemella, precisa Will, ma un’amicizia. È un aspetto che viene a mancare quando vivi un cambiamento radicale della tua vita. Anche se può capitare di incontrare qualcuno che ti faccia di nuovo battere il cuore: a me è successo, ora stiamo insieme da oltre un anno”. 

Nota: Le immagini  pubblicate sono generiche e non hanno riferimenti diretti a questo articolo

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