Il Piemonte vuole fare del turismo un’industria “glocal”

di Maddalena Lorenzato

Promuovere destinazioni turistiche sostenibili, valorizzando le iniziative che mirano a tutelare l’ambiente, ecco l’innovativo approccio della Regione Piemonte al marketing territoriale, come bene esemplifica il progetto “Borghi Sostenibili del Piemonte: località per un turismo più responsabile”. Si tratta di un marchio concretizzatosi nel 2011 per volontà della Regione che nel 2014 si è aggiudicato il premio Smart City e che è attualmente concesso a 24 Comuni al di sotto dei 10.000 abitanti.
L’accentuarsi dei fenomeni di globalizzazione ha infatti prodotto una nuova consapevolezza rispetto alla valenza strategica delle specificità e potenzialità locali in termini di sviluppo economico e sociale. Pertanto, oggi, il marketing territoriale si pone il preciso obiettivo di definire progetti, programmi e strategie per guidare il rilancio e lo sviluppo dei comprensori territoriali in funzione delle loro specifiche ed esigenze, producendo la più stretta simbiosi tra i potenziali clienti ed i mercati.
Con l’aumento della competizione turistica data dalla diminuzione dei prezzi e dei tempi di trasporto, si rende cruciale la valorizzazione del patrimonio turistico locale nelle sue diverse sfaccettature: panorama culturale e naturale, enogastronomia, storia, letteratura, arte e architettura, musica, teatro, tradizioni del Piemonte; si tratta di saper mettere in luce l’unicità di una geografia. Capire il potenziale e la qualità di queste risorse è una tappa fondamentale nell’elaborazione di un piano di sviluppo del turismo locale, che intende proporre come destinazione un prodotto qualificato da immettere sul mercato.
Come non menzionare a tal proposito la legge regionale del Piemonte 31/1995, la prima in Italia in materia ecomuseale a dare base giuridica per l’istituzione di 25 Ecomusei. Queste strutture mirano a ricostruire, testimoniare e valorizzare la memoria storica, la vita, la cultura materiale e le relazioni fra ambiente naturale e ambiente antropizzato. L’ecomuseo è espressione della cultura di un territorio considerato nella sua globalità, strumento per il suo recupero, rilancio e potenziamento. Una sorta di laboratorio dove, con la partecipazione attiva e il coinvolgimento della comunità, salvaguardare il patrimonio materiale e immateriale del passato, ma soprattutto progettare il futuro.
Da ricordare anche la nuova proposta di turismo sostenibile di cui sono state protagoniste le città di Biella e Verbania, capofila del Trekking Urbano 2014, nella Giornata Nazionale del turismo lento che lo scorso 31 ottobre è giunto alla sua undicesima edizione. Un’idea alternativa che consiste in percorsi a piedi, passeggiate lente che toccano monumenti d’arte, punti panoramici, osterie di cucina tipica, botteghe artigiane, mercatini, parchi giochi e luoghi in cui è possibile vedere la vita locale.
Al di là di questi esempi, bisogna ricordare che l’offerta turistica non può prescindere dalla valutazione del possibile impatto negativo che il turismo può avere sull’area stessa in cui si sviluppa: sia a livello ambientale, qualora comporti fenomeni che contribuiscono a degradare il paesaggio e l’ambiente come sovraffollamento, produzione massiccia di rifiuti, eccessiva e sregolata edificazione; sia a livello sociale, per il rischio di tensioni e contrapposizioni tra turisti e abitanti.
Al fine di regolare e controllare queste dinamiche, l’Organizzazione Mondiale del Turismo, agenzia specializzata delle Nazioni Unite con sede a Madrid, ha proposto la nozione di “sviluppo turistico sostenibile”, definito come un processo che “soddisfa le esigenze attuali dei turisti e delle regioni d’accoglienza, tutelando nel contempo e migliorando le prospettive per il futuro. Esso deve integrare la gestione di tutte le risorse in modo tale che le esigenze economiche, sociali ed estetiche possano essere soddisfatte, mantenendo allo stesso tempo l’integrità culturale, i processi ecologici essenziali, la diversità biologica e i sistemi viventi”. Le strategie tramite le quali si concretizza questo processo sono due: la sostenibilità ambientale, che consiste nell’applicare modelli di produzione e consumo più ecologici lungo tutta la catena turistica; e la sostenibilità sociale ed etica, che mira a garantire coesione e giustizia sociale, coniugando il rispetto degli interessi dei turisti e quello della popolazione. Il Piemonte è un territorio particolarmente attento alla salvaguardia dell’ambiente e, conseguentemente, della natura umana. Cruciale a questi fini risulta l’incoraggiamento all’utilizzo di fonti di energia rinnovabili, al risparmio idrico ed energetico, alla riduzione della produzione rifiuti, al consumo di prodotti biologici e locali e al mantenimento della biodiversità del territorio. In effetti la nostra regione offre ben sedici strutture ricettive che godono della certificazione europea Ecolabel, di cui tredici situate in area parco. Per raggiungere tale risultato è stato fondamentale il ruolo dell’Assessorato all’Ambiente della Regione, che, a partire dal 2007, ha sostenuto il progetto EcolaBELPIEMONTE, un insieme di seminari di sensibilizzazione e formazione per gli operatori del settore, che si è occupato di diffondere il marchio europeo attraverso diversi canali.
Il turismo sostenibile d’altronde si configura come un processo multidimensionale che coinvolge una pluralità di attori che agiscono a diverse scale: da un lato vi sono gli attori politico-istituzionali, ossia l’Unione Europea, lo Stato, la Regione Piemonte e gli Enti Locali, che operano producendo diritto, elaborando e implementando politiche e finanziando iniziative, dall’altro vi sono gli attori socio-economici: turisti, tour operator, strutture ricettive, terzo settore, che agiscono capillarmente nell’incontro tra domanda e offerta di turismo, nella pianificazione e nella scelta di strutture e servizi.
Proprio a partire da questa seconda propspettiva, è da segnalare che nell’estate 2014 è nato “Noi nelle Alpi”, coordinamento di nove associazioni ambientaliste, che si pone l’obiettivo di promuovere la cultura del turismo sostenibile in ambito montano, in quanto “il futuro del turismo montano non è la monocultura dello sci, ma una serie di progetti che garantiscano presenze turistiche dodici mesi all’anno”. In particolare, il coordinamento punta a diffondere il turismo escursionistico al di fuori dalla stagione estiva, a sviluppare l’accoglienza locale con la creazione di “alberghi diffusi”, recuperando il patrimonio residenziale in stato di abbandono, e a rilanciare l’agricoltura di montagna.
Negli ultimi dieci anni il turismo è stato uno dei settori economici che ha avuto la crescita maggiore a livello mondiale. La spesa dei turisti per viaggi all’estero è raddoppiata e si prevede che nei prossimi dieci anni aumenti di un ulteriore 50%. La crescita del turismo internazionale è costante e di lungo periodo; è quindi cruciale promuovere politiche territoriali e di sviluppo che sappiano conciliare crescita economica ed occupazionale, con miglioramento sociale e culturale e protezione ambientale.

Questo articolo si è classificato al secondo posto all’ottava edizione del Premio Piemonte Mese, Sezione Cultura e Turismo

 

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