Si definiscono “la radio priva d’intelligenza”. Sarà vero?

Intervista di Nico Ivaldi

Buonanotte, qui è Radio Raptus, e io sono Benassi, Ivan. Forse lì c’è qualcuno che non dorme, beh comunque che ci siate oppure no, io c’ho una cosa da dire”.
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Quante volte il trentenne Fabrizio Gueli, guardando questa scena del film di Ligabue “Radio Freccia” o rileggendo il libro di Bifo Berardi Radio Alice è il diavolo(dove si racconta la storia di una delle prime radio libere italiane) avrà pensato che se anche lui avesse avuto una radio sua, di cose da dire ne avrebbe avute tante. Magari non proprio una come quelle degli anni Settanta, perché Fabrizio sa bene che oggi mettere su una radio tradizionale costa un patrimonio tra frequenze, diritti, ecc. (è vero che ci sono gli sponsor, ma trovarli è difficile quasi quanto scovare una frequenza libera).
Ma il ragazzo non si è scoraggiato e nel 2013 ha realizzato il suo sogno con radio R.A.T., una web radio.
Questa operazione non ci è costata nulla, e questo è stato un buon punto di partenza. Per iniziare abbiamo speso la bellezza di 3,50 euro a testa per i microfoni, ed è stato il nostro massimo investimento. Siamo partiti con un’unica trasmissione la domenica sera, senza scaletta, dal titolo ‘Io la domenica vado a messa’”.
R.A.T è l’acronimo di Radio Amucciuni Torino: che cosa significa questo nome?
“Amucciuni è un termine siciliano che vuol dire “di nascosto”. Ed è anche il nome che identifica il gruppo di amici, tra cui il sottoscritto e Beppe Sgroi, che fin dalle superiori ha continuato a frequentarsi e a sognare di avere una propria radio. Anche la parola rat, topo in inglese e in piemontese, ha un suo significato preciso, che si lega alle nostre radici aperte verso il mondo”.
Il simpatico logo del topo stilizzato l’ha realizzato la piacentina Irene Fornari, colorista di Zagor, una disegnatrice molto promettente e collaboratrice della radio.
Ben presto ai due maschietti si sono aggiunte due fanciulle, Valentina Colla e Valentina Karen Ardrizzo, che hanno dato il via alla prima puntata tutta al femminile, “Due donne, un mistero”. Gli altri collaboratori sono Alfonso Brescia, che si occupa del sito e della parte tecnica (compreso il canale youtube), ed Emanuele Spegis, specializzato nella lettura di brani di libri.
Come sono stati gli inizi?
Difficili, gli ascoltatori erano pochi. Poi piano piano siamo cresciuti e la svolta è arrivata con il programma di cucina e vini “A pancia piena”, condotta dal sottoscritto e da Valentina Colla”.
Perché proprio il cibo?
Perché è una cosa che ci viene bene”  sottolinea Fabrizio, un ragazzone che in passato è anche stato cronista sportivo e che condivide con la compagna Valentina Colla le meglio cose della vita, cibo e vini compresi, anzi soprattutto. “Non volevamo dare ricette o consigli. Cercavamo di incuriosire gli ascoltatori: e questa è rimasta la caratteristica del nostro modo di fare radio. Incuriosire e divertire. La cosa ha funzionato, la trasmissione è piaciuta moltissimo”.
Fabrizio, qual è il bello della diretta in una web radio?
Che grazie alla piattaforma Spreaker abbiamo la possibilità di trasmettere ognuno dalla nostra abitazione”.
Attualmente le trasmissioni avvengono soprattutto da Chivasso, dove hanno casa Fabrizio e Valentina.
Alle volte trasmettiamo in pigiama. È la parte comoda della radio” interviene Valentina. soprannominata la cialtrona, perché ha sempre le battute pronte, e che battute!.
Io addirittura saluto il monitor!” dice Karen, che inizialmente era la più timida. Inizialmente.
Per noi fare radio è un impegno, non è un gioco” spiega più seriamente Fabrizio. “Alla radio destiniamo tutto il tempo libero che ci lascia il nostro lavoro. A me piace farla bene e soffro quando salta un evento”.
Ogni trasmissione dei ragazzi di radio R.A.T. parte sempre da una passione (e i ragazzi ne hanno tante, compresa la lettura e anche lo sport, al quale è stato dedicato il programma “Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco” di trapattoniana memoria). Soprattutto Torino, con la sua storia e soprattutto le sue infinite curiosità, è sempre in cima ai loro interessi.
Non vi manca il fatto di non poter interagire direttamente come si faceva con la radio tradizionale?
Oggi esistono altri modi: mentre trasmettiamo c’è la chat, c’è facebook, twitter, c’è un dialogo continuo con i nostri ascoltatori che è spesso vivace e costruttivo. Ovviamente riguardo agli ascolti abbiamo altri numeri rispetto alle radio fm, ma la web radio nasce con altre finalità e soprattutto con una tecnologia più sofisticata e senz’altro moderna”.
Quali sono le difficoltà nel gestire una web radio?
Bisogna farsi conoscere meglio sul territorio, creare l’affiliazione, metterci davvero la faccia, uscire dal web. Nonostante tutto, il contatto umano continua a essere indispensabile e per questo da qualche tempo organizziamo eventi culturali, come presentazioni di libri” (“Topi da biblioteca” è nata da questa passione che accomuna tutto lo staff della radio) e contest musicali”
A proposito di contest, dal 25 al 27 agosto i ragazzi di radio R.A.T. saranno impegnati a Lanzo, dove, all’interno della manifestazione “Artistika!” organizzata dalla  Pro Loco e la Yogurteria con la collaborazione dell’associazione Riscopri Lanzo e il patrocinio del Comune, si occuperanno dell’organizzazione del contest musicale che vedrà salire sul palco dieci band emergenti. Un’esperienza che segue quella simile allestita di recente con il contest per band emergenti “Stairway to Rock”, organizzato dall’associazione “Il Coro” presso il Barrocco a Pianezza e che ha visto radio R.A.T impegnata nel ruolo di media partner dell’evento.
Credo che questa sia una delle manifestazioni musicali per le band emergenti meglio organizzate in assoluto sotto ogni punto di vista” dice orgoglioso Fabrizio, la cui radio, registrando i live e creando i podcast dell’evento, dà spazio alla musica di  band emergenti non iscritte alle Siae, garantendone visibilità.
Grazie a noi diversi musicisti sono riusciti a farsi conoscere e a proporsi per serate. È un modo come un altro per promuoverci a vicenda”.
Attualmente quanta trasmissioni avete?
Ora abbiamo tre trasmissioni in programmazione, il martedì, il mercoledì e il giovedì sera dalle 20 alle 21. L’orario fisso è importante, serve a fidelizzare i nostri ascoltatori. A radio R.A.T si può parlare di tutto, meno che di politica e di religione. Tutto il resto lo trattiamo tranquillamente”.
Cosa manca ancora alla vostra web radio?
Uno sponsor o più di uno per promuoverci meglio. Con qualche contributo in più potremmo organizzare più eventi e soprattutto investire in tecnologia. Il nostro obiettivo è coprire le spese per la prossima stagione e ci siamo quasi”.
Fabrizio, cosa ti ha dato e ti sta dando la radio?
La radio è una bellissima avventura che mi ha permesso di conoscere molte persone, di arricchirmi con le loro storie, di imparare tanto. Attualmente la radio ci tiene impegnati tutte le sere, tra la documentazione e le trasmissioni. Ci ha tolti dalla pigrizia che ci coglieva alla sera dopo una giornata di lavoro. E poi trasmettere è anche una scusa per vedersi tra amici, per socializzare e per mangiare insieme, perché no. È un collante importante. Guai se non ci fosse!”
www.radiorat.it
www.youtube.com/channel/UCnWRI39bFg0Hpq9aNVa-3GQ

 

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