Un liceale di Fossano sul podio alle Olimpiadi Internazionali di Astronomia   

di Gabriella Bernardi

Pietro Benotto è uno studente dell’Istituto di Istruzione Superiore “Giancarlo Vallauri” di Fossano, e ha vinto la medaglia d’argento alle Olimpiadi. Olimpiadi un po’ speciali, per la verità, non solo perché si tengono tutti gli anni ma perché si tratta delle Olimpiadi Internazionali di Astronomia, che si sono svolte nello scorso ottobre a Kazan, stato della Federazione Russa.
Per capire meglio cosa sono queste specialissime Olimpiadi e condividere la sua gioia l’abbiamo contattato al ritorno, per scoprire se l’astronomia non è un semplice interesse, ma una vera passione.
Pietro, da dove nasce questa attrazione per le stelle e per lo spazio, e come riesci a coltivarla dato che nei programmi scolastici lo studio dell’astronomia è quasi sempre una Cenerentola se non si trovano appassionati insegnanti?
La passione nasce quando ero molto piccolo. Il primo ricordo appartiene a quando avevo tre anni: quell’epoca mi piaceva guardare il cielo, imparai a riconoscere il Grande e il Piccolo Carro. A sei anni mia madre mi regalò un libro sui pianeti e sui principali corpi del sistema solare e mi appassionai all’astronomia, nonostante nella mia famiglia nessuno sia interessato a questa materia. Per vari anni la passione è rimasta teorica: ho avuto altri libri, ma non ho mai osservato il cielo approfonditamente. Il Natale di tre anni fa i miei decisero di regalarmi un buon telescopio per principianti. Ci misi un po’ prima di riuscire a osservare qualcosa, ma fu una bellissima esperienza. Da lì in poi l’astronomia diventò mia, e adesso sto iniziando a fare qualcosa di astrofotografia con un secondo telescopio che mi sono comprato.
Veniamo alle Olimpiadi Astronomia, cominciando con quelle italiane. Come ne sei venuto a conoscenza e perché hai deciso di partecipare? Che cosa ti aspettavi o non ti aspettavi da questa particolare competizione?
In prima superiore l’insegnante di scienze Maria Alberta Cavallo, pur essendo molto più interessata alla biologia, parlando di astronomia ci informò di queste Olimpiadi. Mi si illuminarono gli occhi: conoscevo quelle di Fisica, Matematica… a non mi aspettavo che esistessero delle Olimpiadi su una cosa che mi interessava così tanto! Non sapevo però cosa dovermi aspettare dalle Olimpiadi di Astronomia: potevano essere delle cose molto semplici che non avrebbero portato a nulla. Ma dopo aver guardato le prove degli anni passati mi ricredetti…
Dopo aver superato anche la fase nazionale italiana (un tema e due prove scritte) che ti ha permesso di essere proiettato verso quella internazionale, come ti sei preparato e che bilancio puoi fare della prima parte dell’esperienza? Quali gli aspetti positivi e quelli negativi, se ce ne sono stati?
Quando vidi le prove non sapevo neanche cosa fosse l’angolo orario, e mi misi a studiare. Quando scoprii di essere passato alle internazionali non potevo crederci. Eppure dovetti continuare a studiare: per la parte prettamente astronomica ci fu una settimana a Stilo in Calabria in cui degli astronomi risolsero alcuni problemi. Facemmo poi alcuni incontri molto utili a Pino Torinese presso l’Osservatorio Astronomico con Alberto Vecchiato, responsabile Interregionale delle Olimpiadi dell’Astronomia per il Nord Ovest, e soprattutto con Ricky Smart, i quali hanno aiutato me e Davide Messina (altro finalista internazionale) a risolvere alcuni nostri problemi. Aspetti positivi sono stati l’ottima organizzazione italiana nel seguire sempre e costantemente l’aggiornamento della gara internazionale, ovvero il cambiamento di tema dei problemi nel corso degli anni, anche se la differenza di difficoltà tra nazionali e internazionali è abissale. L’unico aspetto negativo è che i problemi della categoria Senior sono troppo poco legati a ciò che verrà poi chiesto alle internazionali e troppo simili a quelli della categoria Junior, quando poi alle internazionali la differenza tra le due categorie si sente molto.
E poi arriva il viaggio che ti ha portato in Russia, lontano da casa verso altri giovani provenienti da tutto il globo per la disputa finale. Cosa è successo e che ricordi ti ha lasciato? Le differenze linguistiche sono state un problema?
A parte il risultato, è stata un’esperienza che mi segnerà davvero per la vita. Non solo per la possibilità di comunicare con persone di dieci fusi orari di distanza dall’Italia ma anche e soprattutto per la lezione di vita che ti lascia l’andare otto giorni in un posto come la Russia che è più di quel che si dice. Le differenze linguistiche erano ovviamente compensate dall’inglese, che era facile da ascoltare ma difficile da parlare. Di sicuro posso dire di aver vissuto otto giorni con persone stupende.
Entrando nel merito: se in Italia per qualificarti hai dovuto superare un tema su un argomento che cambia ogni anno e due prove scritte riguardanti sostanzialmente esercizi matematici-astronomici, in Russia cosa vi hanno richiesto?
Le stesse cose, solo che richiedevano una conoscenza in fisica e matematica molto maggiore. La prova pratica non era molto più difficile di quella Italiana. La prova osservativa, visto che pioveva, l’abbiamo fatta in planetario e con i telescopi con un oggetto artificiale.
Sulla base della tua esperienza potresti dare qualche consiglio a chi come te vorrebbe partecipare a queste  Olimpiadi? Tu pensi di partecipare di nuovo?
Di sicuro posso dire che sono esperienze uniche che ti lasciano qualcosa che supera qualsiasi cosa si possa fare a scuola. Non è necessaria una passione all’astronomia per partecipare e per arrivare in alto, e conosco persone che potranno confermare con la loro stessa esperienza. Però sono indispensabili tanta volontà e un metodo di studio che richiede una buona dose di logica più che tanta memoria. Sono convinto che un’esperienza di questo tipo sia molto più intensa e utile che prendere 100 e lode alla maturità. In ogni caso, mi sono già registrato per l’avventura 2016.
In bocca al lupo!
Ricordiamo a chi volesse partecipare alle prossime edizioni delle Olimpiadi di Astronomia che il tema per la preselezione è un argomento di crescente attualità: l’Astrobiologia.
Tutte le informazioni utili per iscriversi – ma soprattutto per prepararsi alle prove – si trovano sul sito http://olimpiadi.oact.inaf.it/olimpiadiastronomia/  

 

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