Dove il turismo è per tutti

di Isabella Meineri

Cultura, sport, enogastronomia: sono solo alcuni dei motivi per cui scegliere il Piemonte come meta del proprio viaggio e sempre meno sono gli ostacoli che i turisti devono affrontare per scoprire le tante bellezze che il territorio piemontese offre.
L’accessibilità, tema sempre più caro a chi si occupa di turismo, è un argomento preso molto sul serio dalla Regione. Il Piemonte, infatti, dispone di un Osservatorio Regionale sulla Disabilità, attento alla normativa e alle novità nell’ambito dei prodotti per i disabili. E del progetto Turismabile, unico in Italia. Questa iniziativa, che dal 2007 è impegnata su diversi fronti per il miglioramento dell’accessibilità turistica nella regione e per la promozione del Piemonte come destinazione per tutti, lavora nell’ambito della Consulta Persone in Difficoltà (CPD).
Ma che cosa si intende per turismo accessibile? L’idea stessa di accessibilità, oggetto di dibattito internazionale degli ultimi vent’anni, è radicalmente mutata insieme con il concetto di disabilità, oggi esteso anche alle situazioni transitorie. Con turismo accessibile si intendono quindi tutta una serie di prodotti e servizi rivolti ai bisogni di tutti: non solo persone con disabilità motoria ma anche anziani, donne incinte, famiglie numerose, persone con particolari esigenze dietetiche o con allergie alimentari.
La città di Torino, grazie alle Olimpiadi, ma soprattutto alle Paralimpiadi Invernali del 2006, ha colto le potenzialità turistiche che derivano dal turismo pensato per tutti e si è adeguata velocemente agli standard dell’accessibilità, talvolta superandoli. Il Museo del Cinema, la GAM e la Pinacoteca Agnelli sono solo alcuni dei musei che hanno adattato le loro strutture e la loro offerta per avvicinare un numero sempre più alto di visitatori. Ma di tutti i musei del panorama torinese, sicuramente il Museo Egizio è quello che rappresenta l’esempio migliore. L’ultima ristrutturazione del museo, culminata con l’inaugurazione il 1° aprile 2015, lo ha adeguato ai più alti standard museali internazionali, anche in tema di accessibilità dei luoghi di cultura.
Così come i grandi eventi che interessano la città durante l’anno: che siano appuntamenti fissi come il Torino Jazz Festival, Reset o Seeyousound, il capodanno in piazza San Carlo, il “Just the Woman I Am” e le altre maratone che si corrono nelle strade cittadine; o che siano eventi speciali come l’ostensione della Sindone. Tutti seguono questa filosofia e si rendono fruibili e vivibili per tutta la cittadinanza.
Non si parla solo del superamento delle barriere architettoniche, ma anche di potenziamento dei mezzi di trasporto fruibili da persone in carrozzina, mamme con passeggini e anziani; di musei e mostre attenti a offrire nei loro percorsi museali permanenti o temporanei una buona luce e un’ottima leggibilità delle didascalie per le persone ipovedenti e, quando possibile, una traduzione in lingua Braille e una segnaletica tattile per i non vedenti; di visite guidate in LLIS (Lingua Italiana dei Segni) e di audioguide in diverse lingue a cui si aggiunge la possibilità di pernottare in alberghi completamente accessibili in tutti i loro spazi.
Non è solo la cultura però ad attrarre i turisti nel capoluogo, che sta sviluppando sempre di più la sua vocazione turistica. Torino è conosciuta e rinomata anche per la sua offerta culinaria, e regala ai turisti piacevoli esperienze alimentari ponendo un’attenzione crescente al problema delle intolleranze e delle allergie. Non solo: è attento alle scelte dei suoi visitatori, fra i quali sono sempre più numerosi i vegetariani e vegani, e i sensibili alla causa del biologico e del “ chilometro zero”. Sono sempre di più i locali che optano per l’acquisto di prodotti del Piemonte non Ogm e il nascente Mercato Metropolitano nei locali della vecchia stazione di Porta Susa è il risultato, più in grande, di queste scelte.
Ma il Piemonte non è solo Torino e due sono le attrazioni paesaggistiche che richiamano di più i turisti: le sue montagne meravigliose, le Alpi, meta di chi ricerca la natura incontaminata e di chi vuole praticare sport invernali; e le colline delle Langhe del Roero e del Monferrato, meta di coloro che amano la natura addomesticata e la grande qualità dei prodotti della terra piemontese.
Di più difficile raggiungimento e adattamento alle norme dell’accessibilità per la loro stessa natura, non si sono scoraggiate e hanno reso possibile ciò che non sembrava tale. Sempre di più sono le persone con disabilità motoria che possono praticare sport seguiti da istruttori qualificati, come il monosci sulle piste attrezzate ad hoc o il kartsky, il tandemsky, il cimgo, la buggy bike, l’handbike, il tiro con l’arco e molte altre.
Nelle colline piemontesi, intanto, cresce l’offerta di bed and breakfast accessibili. Molti di essi si trovano in antiche cascine ristrutturate e rifunzionalizzate per il solo pernottamento ma anche per la ristorazione e talvolta pure come fattorie didattiche. Aumentano i turisti provenienti da tutta Italia e dall’estero che affluiscono  per eventi come la Fiera del Tartufo Bianco di Alba, il Festival delle Sagre e il Palio di Asti, o Cheese di Bra. Senza dimenticare le visite alle numerose cantine e ai ristoranti, in cui l’attenzione al delicato tema delle intolleranze e delle allergie è diffusa, tanto che per le tipiche ricette piemontesi è spesso pensata una versione alternativa, non di rado altrettanto golosa.
È ormai evidente l’accessibilità è imprescindibile dall’offerta turistica di un territorio, non solo per motivi etici ma anche per i benefici economici che si possono ottenere pensando anche a questa ampia fetta di turismo.
Fondamentale quindi  pensare alla formazione degli operatori per una migliore accoglienza dei turisti con esigenze particolari.

Questo articolo ha ricevuto una menzione d’onore alla IX edizione del Premio Piemonte Mese, Sezione Economia, Turismo, Ambiente 
Foto ©Turismabile, Rotellando & le colline dell’Unesco

Sull'Autore

I commenti sono chiusi.