La festa di San Rocco a Bandita

Ogni anno il 16 agosto va in scena a Bandita il tradizionale “ballo del santo”. Succede durante la festa di San Rocco, conosciuto come Rocco di Montpellier, pellegrino e taumaturgo, che la tradizione, specie quella contadina, venera come protettore dal terribile flagello della peste.

Bandita (in dialetto Ra Bandìa), frazione del Comune di Cassinelle (Alessandria), è un piccolo paese situato al centro del triangolo formato da Sassello, Ovada e Acqui. Dista un paio di chilometri dal confine con la Provincia di Genova (lago di Ortiglieto) e cinque da quella di Savona (Bric Berton).

Nel corso degli anni, l’eco della festa è uscito ben oltre i confini del basso Alessandrino, per raggiungere il Genovese e perfino Nizza e Marsiglia, in Francia. Certo, gioca un ruolo importante l’origine dei turisti che giungono a Bandita ogni 16 agosto, i cui genitori sono nati o vissuti proprio lì. Ma non si tratta soltanto di attaccamento alle tradizioni di famiglia: tutti gli anni, proprio grazie a questo appuntamento, molte facce nuove fanno capolino nel piccolo paese sull’Appennino ligure, poco popolato durante l’anno, rianimandolo in occasione della festa patronale.

La festa inizia intorno alle sei del pomeriggio dalla chiesa di Santa Croce con la processione delle confraternite del basso Alessandrino lungo via Costalunga, che attraversa il paese, accompagnata dalla musica della banda. Al termine, inizia il momento clou: la cassa con la statua del santo viene sorretta e fatta ballare da otto paesani volontari per un pugno interminabili di minuti, sotto gli sguardi ammirati, divertiti e talvolta preoccupati del pubblico.

Lo sforzo non è indifferente: la statua pesa oltre 400 chilogrammi. Ogni anno il tanto annunciato ricambio generazionale non si vede. E così tocca sempre ai soliti over cinquanta caricarsi sulla spalla il peso della statua, mentre i giovani assistono, temendone un futuro coinvolgimento, alla prova di forza. Il rischio di un cedimento di uno dei portatori è sempre in agguato: bisogna bilanciare il peso della statua e assicurarsi che tutti la sollevino nello stesso momento. Conta sì la forza fisica, ma anche l’esperienza. Il rischio, oltre a farla cadere, è una figuraccia che segnerà per sempre il malcapitato.

Un altro volontario sorregge il crocefisso della Confraternita di manifattura barocca, il cui peso si aggira attorno ai 40 chilogrammi. Fino agli anni ’60 sussisteva la tradizione, poi abbandonata, di bandire un’asta per decidere chi fosse il portatore prescelto del crocefisso.

La statua di san Rocco fu commissionata tra la fine del ‘700 e l’inizio dell’800 da un abitante di Bandita rimasto sconosciuto, e si narra che l’abbia volutamente creata a sua immagine e somiglianza.

Nico Ivaldi

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