GUGLIELMO SPOTORNO
Con l’arte interpreto la fortuna
a cura di Ermanno Tedeschi
30 settembre – 20 novembre 2016
Torino, Art Garage

Una selezione di quaranta opere che suggerisce i variegati interessi di Guglielmo Spotorno, “un artista complesso, profondamente attento ai mutamenti della vita umana e della natura, spinto sempre da curiosità e passione”, spiega Ermanno Tedeschi curatore della personale.
spotorno_1Un lavoro meticoloso, riflessivo, tra scienza empirica, filosofia ed estetica. Il senso del bello affinato per contaminazione e vicinanza a personaggi che han frequentato la sua casa sin dall’infanzia. Per molti Casorati, de Chirico, Fontana, Guttuso, ma anche Fellini sono icone della rinascita culturale del secondo dopoguerra, per Spotorno sono stati artisti con cui dialogare e da osservare da vicino grazie alla madre Enrica, pittrice, scultrice e gallerista. “Non ho studiato all’Accademia perché per me era prevista un’altra carriera, ma negli anni ’70 ho iniziato a dipingere da solo, sono un autodidatta mosso da grande curiosità. Ho iniziato a farlo di nascosto e ancora oggi ho lo studio separato dalla casa e non voglio altri presenti quando lavoro”.
Guglielmo Spotorno è un uomo che non può vivere senza arte e senza mare, per questo ha scelto, molti anni fa, la Liguria e ha girato e amato tutte le isole del Mediterraneo in superfice e sott’acqua, sono infatti centrali nel suo lavoro le marine che rappresentano la sezione più numerosa delle opere in mostra.
Soggetti diversi, sempre forti, in costante ricerca oltre il paesaggio, come in Mare a Lampedusa del 2014 in cui meduse nere e bianche ricordano teschi o, sempre dedicato all’isola, la tela del 2016, in cui tratteggia nel blu, un nuotatore fantasma braccato dai pesci.
Complessi, tra cubismo e futurismo, i quadri della sezione dedicata alle città umanizzate: luoghi geograficamente indefiniti come in Città.
Rappresentato ed espresso in vari modi, il concetto di sfera: nella forma circolare-piazza intorno a cui si irraggiano i palazzi delle sue città umanizzate o i vortici informatici della sezione web tema centrale delle opere.
La quarta area tematica parla più intimamente di sé. L’inquietudine che trapela nei due autoritratti Inutile eleganza e Autoritratto, entrambi del 2015, opere cronologiche in cui il nero pieno è il tempo della notte, degli incubi, il grigio è il risveglio che permette di metter a fuoco le linee verticali suggerite dalla fisicità delle grate della sua finestra, la sezione sulla destra, apre alla vita, il futuro.
Art GarageVia Tirreno 19, Torino
Orario: martedì – venerdì ore 16-20, sabato ore 10,30-19
Infowww.ermannotedeschi.com

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