Food Forest
una foresta da mangiare firmata “Z di Zappa”

di Alice Di Pace

Sostenibilità ambientale, economica, intelligente: una formula irreprensibile per un modello agricolo che, nato in Australia negli anni Settanta, è recentemente approdato nel sud del Piemonte. Si parla di permacultura, un termine sempre più noto, e del metodo di agricoltura permanente che promuove, basato su un utilizzo efficace delle risorse e del territorio.
Parole chiave: biodiversità, imitazione di ecosistemi naturali autosufficienti e un approccio alla gestione dell’orto con un intervento umano minimo, senza l’utilizzo di sostanze chimiche o macchinari agricoli.
Questo modello non ha ancora raggiunto una diffusione di larga scala, almeno in Italia. Per questo è nato l’Istituto di Permacultura Italiana, proprio in territorio piemontese, più precisamente nel Monregalese. Nel comune di Scagnello, in provincia di Cuneo, il fondatore dell’istituto Pietro Zucchetti inizia a cavallo del 2010 a promuovere questo nuovo approccio all’ambiente attraverso pubblicazioni, e-book gratuiti, seminari e laboratori pratici.
È il 2014 quando le teorizzazioni e le indicazioni divulgate dal centro di Scagnello incontrano il pragmatismo di un gruppo di attivisti di Cuneo, uniti sotto un nome che parla per sé: “Z di Zappa”, un gruppo riunitosi con l’obiettivo di occupare e occuparsi del suolo urbano inutilizzato. Diverse le iniziative concrete di Z di Zappa: dalle attività di guerrilla gardening, con cui si erano abbellite piccole aiuole pubbliche inutilizzate con piante e fiori; a un orto condiviso in centro a Cuneo, dove dedicarsi al giardinaggio in compagnia. Un’idea interessante questa, che aveva finito per coinvolgere non solo gli addetti ai lavori, ma anche chi, trovandosi per caso in Piazza D’Armi, aveva raccolto di nascosto pomodori, fragole e zucchine, totalmente ignaro che avrebbe potuto farlo in pieno giorno.
Dall’impegno di riqualifica di aree verdi al progetto di uno spazio comune in cui coltivare frutta e verdura, Z di Zappa è poi approdata a una nuova, ambiziosa iniziativa proprio in ambito di agricoltura sostenibile. Il gruppo si è rivolto al portavoce piemontese dell’Istituto di Scagnello per un corso base di permacultura, per apprendere lezioni teoriche e constatare con i propri occhi che il metodo funziona.
Il progetto di permacultura collettivo che si vuole realizzare in via Rostagni, a Cuneo, è una food forest: letteralmente, una foresta edibile, esempio unico nel suo genere nel panorama piemontese, che si estende su un’area verde comunale di 1650 metri quadrati e rappresenta, di fatto, “un giardino bello da vedere e buono da mangiare”. Attraverso l’osservazione di ciò che si trova in natura, questo nuovo modo di coltivare porta alla realizzazione di un vero e proprio bosco, composto da piante che diventeranno presto autosufficienti, produttive e – non per ultimo – belle.
In occasione dell’edizione 2015 del Green Park Festival di Cuneo il gruppo presenta la sua iniziativa di un giardino edibile al concorso “Innovatori per l’ambiente”. Si aggiudica, in quanto primo classificato, i mille euro del premio, con cui finanziare l’ambizioso progetto.
Intraprendere questo percorso di (ri)creazione richiede uno studio approfondito: delle caratteristiche del terreno, dell’ambiente circostante e delle piante che andranno a comporre la foresta. Principio fondamentale su cui si basa la pianificazione è soprattutto la corretta disposizione di alberi da frutto, arbusti, fiori e ortaggi vari: le piante devono infatti essere posizionate in modo da consentire una reciproca difesa da minacce esterne (parassiti, malattie, specie nocive), garantendo un aiuto reciproco tra le varie piante.
Durante la fase critica di progettazione Z di Zappa si dedica a uno studio accurato dei manuali di permacultura presenti in circolazione, la maggior parte dei quali però, spiega Andrea Sessa, agronomo membro dell’associazione, è in inglese e inedita in lingua italiana. Andrea si sofferma sull’organizzazione funzionale della foresta: spiega che, in linea con i principi della permacultura, il neonato giardino cuneese è stato suddiviso in diverse zone e in sette livelli di sviluppo, ciascuno adibito a un uso specifico. La prima zona, dedicata alla produzione di frutta e verdura, comprende i due primi livelli, cioè alberi da frutto e di alto fusto (meli, ciliegi, salici), i cespugli del terzo livello (sambuco, alloro) e svariate piante aromatiche che compongono il quarto livello.
In futuro la food forest si amplierà e se ne aggiungeranno altri, come le piante rampicanti (kiwi, uva, vite), quelle tappezzanti (zucchine, fragole) e quelle sotto terra (patate, carote, topinambur), dichiarano con lungimiranza e determinazione i membri di Z di Zappa, che hanno realizzato il giardino insieme ai tanti abitanti del quartiere, dapprima incuriositi dagli strani movimenti a due passi dalle loro case, e poi direttamente attivi nel mettere a dimora le giovani piantine.
A confermare l’attenzione e la consapevolezza delle specificità del territorio, il gruppo si rivolge al Comizio Agrario di Mondovì per l’acquisto delle sementi, decidendo di utilizzare specie locali, anche rare: numerose le mele del territorio, dalla Renetta Grigia di Torriana alla Runsé, oltre al Melo Cotogno, il Susino Ramassin e tanto altro. Ispirarsi agli ecosistemi presenti in natura significa infatti anche saper utilizzare a proprio vantaggio le peculiarità del territorio, in una ricerca che coniuga in questo modo storia, tradizioni ed efficienza.
Il 12 novembre 2016, a pochi giorni dalla Giornata nazionale degli alberi, Z di Zappa ha festeggiato il primo anniversario di un progetto che ha appena messo radici, ma la cui portata è di indubbia rilevanza.
L’obiettivo dell’iniziativa consiste nella realizzazione di un giardino comune in grado di fornire frutta e verdura completamente naturale per il quartiere, ma che nel contempo è campo di prova per le sperimentazioni continue del metodo permaculturale.
Ma non basta. Nell’area verde del giardino edibile sono infatti stati ritagliati spazi sociali per l’organizzazione di eventi, incontri, laboratori: nel progetto è di fondamentale importanza la promozione dell’etica di un modello che non intende occuparsi esclusivamente della cura del territorio e della condivisione delle risorse, ma anche e soprattutto dell’educazione del singolo individuo, a partire dalla consapevolezza di ciò che mangia fino ad arrivare al suo rapporto con l’ambiente circostante e con gli altri. “Le strategie dal basso verso l’alto più rilevanti partono dall’individuo e si sviluppano attraverso l’esempio e l’emulazione fino a generare cambiamenti di massa” scriveva David Holmgren in uno dei manuali che hanno ispirato Z di Zappa.
Le giovani piante dell’eden urbano di Cuneo tra qualche decina d’anni saranno una foresta, ma i loro ancora esili steli hanno già il potere di ispirare una vera e propria rivoluzione dal basso, concreta, “terra terra”.

Questo articolo ha vinto il secondo premio alla X edizione del Premio Piemonte Mese, Sezione Economia, Turismo, Ambiente
Le immagini sono tratte dal sito dell’Associazione “Z di Zappa”, www.zdizappa.it

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