OPEN HOUSE TORINO
111 spazi urbani aperti al pubblico
10 e 11 giugno 2017
Torino

Il 10 e 11 giugno debutta a Torino Open House, un format internazionale che per un solo weekend all’anno apre al pubblico spazi urbani generalmente inaccessibili. I numeri di questo debutto torinese sono promettenti: saranno aperti ben 111 luoghi tra palazzi storici, appartamenti privati, laboratori, uffici, ex fabbriche riqualificate o in attesa di nuove vocazioni, parchi e giardini, fondazioni ed edifici alti. Oltre 300 volontari appositamente formati assisteranno i visitatori. Sono numeri che nessun’altra prima edizione di Open House ha raggiunto.
Dal sito web www.openhousetorino.it si può scaricare la mappa con tutti gli spazi aperti. Ogni spazio è dotato di una scheda con tutte le informazioni, sia quelle storico-architettoniche che quelle pratiche, per raggiungerlo e per visitarlo. Attenzione perché gli orari e le modalità di accesso non sono uguali per tutti i luoghi aderenti alla manifestazione; ce ne sono alcuni che sono aperti solo per poche ore, altri che offrono visite guidate con i progettisti o i padroni di casa a orari fissi, altri ancora che richiedono la prenotazione obbligatoria o che hanno ingresso libero.

Ex Tobler

Dunque, prima di organizzare le proprie visite, bisogna consultare le schede sul sito web di Open House Torino.
Ad aiutare i proprietari a gestire il flusso dei visitatori e a fornire le prime informazioni ci saranno i volontari di Open House Torino, riconoscibili grazie alle maglie azzurre, con il logo della manifestazione; i visitatori possono rivolgersi a loro per informazioni supplementari o qualunque esigenza di visita.
Ma cosa visitare in un progetto che offre così tante architetture in un solo weekend? Ci sono edifici di grande fama e di grande fascino, come Torino Esposizioni, il Palazzo del Lavoro, il Palazzo della Luce, Casa Hollywood, 25 Verde, Palazzo Bricherasio, il Cambio o la Bottega d’Erasmo; ma ci sono anche piccole chicche sconosciute, come gli studi professionali di architetti e creativi, villini liberty che custodiscono appartamenti di design, palazzi ristrutturati per nuovi modi di abitare, che preparano a nuovi modelli di società.
La vastità dell’offerta permette di creare veri e propri itinerari tematici.
Uno dei più interessanti riguarda il verde in tutte le sue declinazioni e sensibilità: dai parchi e giardini nati dove un tempo c’erano le fabbriche, come il Parco Peccei o il Parco Mennea, ai polmoni verdi dei quartieri come il Parco Colonnetti di Mirafiori Sud, dal disegno contemporaneo dei Giardini Gianni Rodari al verde sui tetti come in Casa Ozanam Orti Alti, all’attenzione al paesaggio del nuovo Ecocentro Amiat, fino all’Environment Park, uno dei primi spazi torinesi ecosostenibili, in cui hanno trovato sede società che si occupano di verde e nuove tecnologie.
Il primo Novecento è stato un periodo fecondo per l’architettura torinese ed è stato reinterpretato in modo creativo nel XXI secolo: Scultura Fiori è un villino con un inaspettato laboratorio fioreria, non lontano da corso Racconigi, in collina Cortile Privato è un piccolo edificio ristrutturato in atelier, casa-studio e laboratorio di architettura, in San Donato c’è Casa Baloire, che dietro l’apparenza liberty offre spazi di architettura contemporanea e in via Parma c’è il coworking dellʼassociazione PlaTO in uno stabile Liberty ristrutturato dopo anni di incuria. Si può anche privilegiare una visita di Torino vista dall’alto da Borgo San Paolo da Palazzo Lancia a Spina 3 da Torre Monaco fino al quadrilatero romano dal tetto del Palazzo dei Lavori pubblici. Barriera di Milano e Scalo Vanchiglia possono essere un vero e proprio itinerario tra loft e antiche fabbriche ristrutturate: l’ex Lanificio Torino, l’ex DAI di Mirafiori, l’ex Birrificio Metzger, l’ex INCET, l’ex CIMAT ma anche la creatività della Galleria Franco Noero, di Bellissimo Blue Loft, del Green Loft di San Salvario, di Cripta 747 e di Zucca Architettura, che tra gallerie d’arte, abitazioni di creativi e studi professionali e arte contemporanea vivono gli spazi che furono industriali e danno nuova vitalità allo Scalo Vanchiglia in attesa di futuro. Visitando l’ex Tobler, il Cohousing Numero Zero, Luoghi Comuni – Porta Palazzo, Buena vista, da nord a sud di Torino, si scoprono nuovi modi d’abitare, in cui il rapporto tra pubblico e privato si fa più liquido e la solidarietà e la condivisione guidano la vita quotidiana, fino a Casa Jasmina, la casa del futuro, in cui gli oggetti e gli elettrodomestici “parlano” tra loro per semplificare la vita degli abitanti.
La Ludoteca il Paguro, il Collegio Sacra Famiglia e la Scuola Infanzia Chagall sono infine tra gli edifici educativi che raccontano come Torino educa i propri figli e come siano cambiati gli stimoli e gli spazi offerti ai più piccoli.
Open House Torino è una manifestazione che conta anche sui social. È presente su Facebook, su Twitter e su Instagram e ha un proprio hashtag, #OpenHouseTorino: tutti i visitatori sono invitati a utilizzarlo, soprattutto su Twitter e su Instagram, per condividere le proprie fotografie e le proprie emozioni. L’idea è fare di Open House Torino una grande festa dell’architettura e di Torino anche sui social.
Info: www.openhousetorino.it

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