sabato 24 giugno l’inaugurazione della Chiesetta, la più recente realizzazione di David Tremlett 

David Tremlett torna nelle Langhe, vent’anni dopo la realizzazione della Cappella del Barolo a La Morra, per inaugurare il 24 giugno alle ore 11:30 il suo ultimo intervento artistico: il wall drawing della chiesetta di Coazzolo. L’artista britannico riceverà inoltre la cittadinanza onoraria dal sindaco, riconoscimento all’impegno profuso per la valorizzazione del territorio.

La chiesetta di Coazzolo – foto di Bruno Murialdo

Oggetto dell’espressione artistica di Tremlett è la chiesetta, tuttora consacrata, della Beata Maria Vergine del Carmine, edificata alla fine del Seicento in aperta campagna, con una vista che spazia sulle colline del Moscato fino ad arrivare al Monviso.
L’ideatore e committente, con il supporto della galleria londinese Genillard, è Silvano Stella, proprietario del castello di Coazzolo e motore trainante dell’iniziativa, che spiega: “Il mio obiettivo è stimolare una dialettica fra noi che abitiamo e trasformiamo il paesaggio, non sempre migliorandolo, si pensi a molti fondovalle, e artisti di altissimo livello, che con i loro molteplici linguaggi ci possono ispirare e far ritrovare quella sensibilità estetica talvolta smarrita, che i nostri predecessori sembravano possedere naturalmente”.
Quando Silvano mi ha portato a Coazzolo per la prima volta, mi sono subito innamorato dell’idea – racconta David Tremlett, che ha iniziato i lavori lo scorso settembre in coincidenza con la vendemmia – I miei genitori erano contadini e qui ho ritrovato i loro valori di semplicità, genuinità, onestà, gli stessi che credo potrà provare chiunque, visitando la Chiesetta ed entrando in contatto con questa comunitàUna comunità, fatta di persone di ogni età, che ha partecipato attivamente a quest’opera condividendo con me tempo, storie, cibo e vino”.
L’edificio, con i suoi oltre 300 metri quadri di superficie pittorica esterna, ha rappresentato per David Tremlett un assolo artistico di altissimo livello. Le tecniche impiegate per l’intervento alla Chiesetta sono state il Wall Drawing, il linguaggio preferito dall’artista che ha anche attinto al suo passato di scultore per progettare i lavori sulle facciate e sul tetto. La superficie è stata suddivisa in tre parti con altrettanti colori dominanti: giallo per l’atrio porticato, terra di Siena per il corpo della chiesa e verde oliva per la sacrestia e il basamento.
L’intervento alla Chiesetta è stato possibile solo dopo due anni di pratiche burocratiche che hanno permesso di ottenere tutte le necessarie autorizzazioni dalla Curia e dalla Soprintendenza delle Belle Arti e del paesaggio (il progetto è stato vagliato da 4 soprintendenti e 2 Vescovi).

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