LUIGI SERRALUNGA
Tra Simbolismo e Liberty
20 ottobre 2017 – 18 febbraio 2018
Palazzina di Caccia di Stupinigi

Il MEF – Museo Ettore Fico propone nelle Cucine Reali della residenza sabauda una mostra antologica dedicata a Luigi Serralunga,, valente pittore e interprete della cultura artistica italiana a cavallo fra la fne del XIX e l’inizio del XX secolo.
Luigi Serralunga nasce a Torino il 26 ottobre 1880 da una famiglia benestante appartenente alla borghesia torinese e legata all’amministrazione regia. Trascorre la sua infanzia a Torino e nel 1896, dopo aver compiuto gli studi tecnici, si iscrive alla Reale Accademia Albertina di Belle Arti dove frequenta i corsi triennali di architettura, geometria, figura, storia e ornato partecipando ai concorsi interni indetti dall’Accademia con apprezzabili esiti. Terminati gli studi preparatori, nell’autunno del 1900 si iscrive con proftto al corso superiore di pittura ottenendo la medaglia di rame nel corso di disegno.
Tra gli insegnanti dell’Accademia Giacomo Grosso è sicuramente il principale riferimento nella formazione artistica di Serralunga. Quest’ultimo ottiene poi la possibilità di soggiornare a Roma, dove si reca nel 1902 per effettuare studi e rilievi dell’antico. Al termine del secondo anno vince la medaglia d’argento e l’acquisto di un’opera fuori concorso per il valore di £ 25, così come l’anno successivo, quando gli viene attribuita la medaglia d’argento. Ormai ventritreenne, Serralunga conclude gli studi nel giugno del 1904, aggiudicandosi un assegno di £ 100 per la prova fnale di nudo dal vero. Nel medesimo anno il pittore inizia a esporre presso la Società Promotrice di Belle Arti di Torino partecipando all’annuale rassegna espositiva per i soci in maniera pressoché ininterrotta fno al 1939, anno precedente la sua morte.
Serralunga si afferma gradualmente nella forida scena artistica torinese in cui operano personalità del calibro di Delleani, Saccaggi, Bistolf e Guarlotti.
Lo stile di Serralunga, inizialmente legato al gusto fin de siècle della pittura grossiana e ranzoniana, nel corso degli anni assume un’autonomia espressiva che trova i migliori esiti nella ritrattistica, nel nudo, nelle scene di caccia e in alcune nature morte, soggetti resi con una grafia leggera al limite del non fnito. a sua poetica incarna i dettami della tradizione tardo-simbolista contaminata dalle suggestioni provenienti dalla grande stagione della pittura fgurativa ottocentesca.
Nei ritratti delle dame e degli esponenti della borghesia cittadina, la luce tersa sottolinea il pallore dell’incarnato mentre la pennellata, dapprima più controllata e suadente e poi più sfrangiata e opaca,, regala all’osservatore intensi brani di armonia cromatica e compositiva. Serralunga partecipa alle esposizioni torinesi della società Promotrice e alle mostre nazionali della corrispettiva milanese; particolarmente degne di nota risultano essere le partecipazioni alla mostra Tre pittori piemontesi, tenutasi a Milano presso la galleria La Vinciana nel 1921, e alle Quadriennali torinesi del 1923 e del 1928. Nello stesso anno la Società Promotrice ospita una personale dell’artista in cui sono presentate una quindicina di opere tra nature morte e ritratti.
Serralunga è altrettanto presente nelle esposizioni organizzate dalla Società d’Incoraggiamento alle Belle Arti, in seno al Circolo degli Artisti, e dalla Società Amici dell’Arte, entrambe attive in Torino, come testimoniano le cronache artistiche frmate dalla penna di Emilio Zanzi, critico d’arte della Gazzetta del Popolo e corrispondente da Torino per la rivista “Emporium”.
Accanto alla produzione artistica, Serralunga apre il proprio studio ai giovani artisti torinesi, che trovano in lui un maestro severo e capace: tra essi, Mattia Moreni ed Ettore Fico.
Nel 1939, ormai malato, Serralunga partecipa alle selezioni per i Premi Sanremo di pittura, prima di abbandonare l’attività artistica e trascorrere gli ultimi mesi nella casa di Castiglione torinese. Aggravatosi e trasferito in ospedale, muore a Torino il 3 febbraio 1940. Due anni dopo,, il circolo degli Artisti organizza un’esposizione postuma con oltre ottanta dipinti selezionati dagli amici tra le opere presenti nello studio e nelle collezioni private, accompagnata da una commossa presentazione del pittore Guarlotti. Successivamente alla morte dell’artista, le sue opere sono esposte nelle rassegne annuali ‘900 piemontese curate dalla galleria Fogliato, fra cui si segnalano Omaggio a Serralunga del 1977, La pittura a Torino all’inizio del secolo (Torino, Teatro Regio, 1978) e Flower Power (Verbania, Villa Giulia, 2009).
Oltre alle numerose collezioni private, opere di Serralunga sono presenti presso la GAM di Torino, il Museo Civico Palazzo Traversa di Bra e la Soprintendenza ai Beni Culturali di Pisa.
Palazzina di Caccia di Stupinigi Piazza Principe Amedeo 7, Nichelino
Orario: martedì venerdì ore 10-17:30 (ultimo ingresso ore 17); sabato, domenica e festivi ore 10-18:30 (ultimo ingresso ore 18); lunedì chiuso
Info: www.palazzinastupinigi.it

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