PIETRO ACCORSI
Il mercante di meraviglie
4 maggio – 3 giugno 2018
Torino,Museo Accorsi-Ometto

La Fondazione Accorsi-Ometto, nell’ambito della prima edizione di Fo.To. Fotografi a Torino che si svolge dal 3 maggio al 29 luglio 2018, propone una mostra fotografica incentrata su una selezione di immagini, provenienti dal proprio archivio, attraverso le quali ripercorre alcune tappe fondamentali della vita privata e professionale di Pietro Accorsi.
La figura di Accorsi testimonia uno dei capitoli più affascinanti della storia dell’antiquariato europeo del XX secolo. Nato a Torino nel 1891 da una famiglia modestissima, egli rivelò ben presto quelle doti di intuito artistico che lo resero famoso e stimato in tutto il mondo, fino a trasformarlo nel riconosciuto “re degli antiquari”, appassionato di arredi del Settecento, il suo secolo preferito. Il gusto Accorsisi diffuse in Italia e all’estero a partire dal dopoguerra e caratterizzò l’arredamento delle abitazioni di facoltosi uomini d’affari, politici, principi e re.
La mostra comincia con i ritratti di famiglia, per continuare con le immagini dei Savoia, in particolare quelle di Umberto II, a sancire il felice sodalizio che spalancò ad Accorsi le porte delle case più prestigiose d’Italia, dove comprò e vendette mobili o semplicemente diede consigli su come arredarle.
Una sezione è dedicata alle personalità del Novecento con cui l’antiquario instaurò rapporti, non solo d’affari: tra gli industriali, i finanzieri e alcune delle famiglie più in vista d’Europa spiccano gli Agnelli, i Bruni Tedeschi, Werner Abegg, Henry Ford II e persino Luigi Einaudi che, una volta diventato Presidente della Repubblica, lo incaricò di riarredare il Quirinale con mobili antichi adeguati alla solennità del luogo. La scrivania settecentesca dalla quale il Capo dello Stato tiene, ancora oggi, il suo discorso di fine anno fu trovata proprio da Accorsi.
Un altro capitolo fondamentale della sua vita è legato alla figura di Vittorio Viale, leggendario direttore dei Musei Civici torinesi: nel 1935 Accorsi e Viale furono i protagonisti dell’Affare Trivulzio, grazie al quale l’intera collezione milanese del Principe Trivulzio sarebbe dovuta approdare al Museo Civico di Torino. Purtroppo la transazione non andò a buon fine a causa dell’intervento di Mussolini che ne bloccò la vendita, ma l’antiquario riuscì a ottenere, come risarcimento, il Ritratto d’uomodi Antonello da Messina e Les Très belles Heuresdel Duca de Berry miniato da Jan van Eyck, tutt’oggi esposti nel Museo Civico della città. Dopo le mostre sul Barocco del 1937 e su “Gotico e Rinascimento in Piemonte” del 1938, nel 1963 i due collaborarono nuovamente insieme per la seconda grande mostra sul Barocco piemontese, dove Accorsi espose alcuni pezzi di altissimo livello, tra cui il famoso doppio-corpo di Pietro Piffetti. Una menzione speciale, in una sala di Palazzo Madama, è fatta a ricordo delle oltre 500 opere donate dall’antiquario al Museo Civico.
Un’altra parte della mostra è dedicata alla residenza di Moncalieri, Villa Paola, in nome della sorella più amata: Accorsi la comperò nel 1928 col desiderio di arredarla per sé e di radunare migliaia di oggetti rari e unici da godere personalmente, ma anche da condividere con un ristretto gruppo di amici. Affreschi neogotici sulla facciata, busti e statue lungo il vialetto e all’interno un’infinità di pezzi, per lo più del Settecento, contribuirono a creare un museo vivo, ununicum nel suo genere. Da questa raffinata collezione, dopo la morte di Accorsi avvenuta il 25 ottobre 1982, la creazione dell’omonima Fondazione: nel 1956 l’antiquario aveva acquistato dall’Ordine Mauriziano il palazzo di via Po che già dal 1924 era, in parte, sede della sua galleria. Il Museo nacque nel dicembre 1999 grazie all’infaticabile operato del presidente Giulio Ometto, “delfino” dell’antiquario.
La vita di Accorsi è stata costellata da personaggi autorevoli, da incontri prestigiosi e da oggetti preziosissimi. La mostra intende, quindi, rendere omaggio alla vita di questo “mercante di meraviglie” che visse appieno nella Torino del Novecento.
Biglietti:3 euro,gratuito con Abbonamento Musei e per i visitatori della mostra Da Piffetti a Ladatte
Info:Tel.011 837 688 int. 3, www.fondazioneaccorsi-ometto.it

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