Il Museo di Storia Naturale di Pinerolo espone la collezione di Mario Strani, una raccolta micologica unica al mondo 

di Gabriella Bernardi

A Pinerolo esiste uno strano binomio tra funghi e odontoiatria…ma questo apparente mistero è presto svelato. I calchi dentari sono stati l’idea di base per perfezionare una tecnica semplice ma che nessuno aveva mai osato attuare, per “cristallizzare” i funghi ed esporli per lungo tempo nelle collezioni naturalistiche. Latecnica è stata messa a punto da Mario Strani che, guarda caso, fa il dentista.
A questo punto ci si potrebbe domandare dove sta l’importanza di questo lavoro.
Sta nel fatto che nel collezionismo naturalistico si era riusciti a riprodurre tutto, ma proprio tutto, tranne i funghi. Questi organismi uni o pluricellulari, data la loro natura, venivano riprodotti con risultati per lo meno scarsi, tali da non renderli molto accettabili per le esposizioni. Arisolvere tutto questo ci ha pensato un uomo di grande cultura e curiosità verso tutto quello che ci circonda, dalla biologia alla geologia.
Il sistema di base è di per sé molto semplice.
Si utilizza la tecnica del calco, nota dai dentisti agli scultori ai fonditori di metalli. Ma l’abilità sta nel sapiente dosaggio deitempi; nelle materie prime usate come la paraffina, il silicone o l’alginato a seconda del tipo di funghi; nella scelta dei materiali di riempimento, come il gesso o la resina acrilica a seconda del risultato voluto.
Ci si munisce di una pentola per far sciogliere la paraffina e bisogna avere alla portata di mano un fungo vero, in buono stato, da sacrificare per renderlo immortale. Il fungo va immerso nella paraffina calda e poi nell’acqua fredda. Con una grande dose di pazienza e perizia si effettuano diversi passaggi tra questi due liquidi, sempre con l’accortezza di non rovinare il fungo o di non farlo sciogliere, e quando sarà pronto si passerà alla fase del calco. Quando la paraffina sarà sciolta si otterrà lo stampo, e qui ci si affida a doti più artistiche per dipingere con colori più simili possibili all’originale.
Anni e anni di prove e di paziente lavoro hanno portato alla realizzazione del mondo micologico del dottor Strani, consistente in ben
tremila esemplari. Il tutto è confluito nel Museo di Storia Naturale di Pinerolo, nato nel 1979 e a lui intitolato.
In mostra si possono ammirare esemplari di funghi europei, ma anche provenienti da altri continenti, realizzati rigorosamente con questa tecnica (anche applicata al mondo ittico) che permette di riprodurli il più fedelmente possibile. Chiè del mestiere assicura che è una raccolta unica al mondo.
Immerso in un parco e all’interno di Villa Prever, il museo civico ha trovato una sede consona dal 2003 ed è accudito e controllato esclusivamente da volontari che conservano l’eredità di questo medico, morto nei primi anni Duemila, la cui vita ed eclettismo ricordano quella degli studiosi del passato, in grado di destreggiarsi in vari campi.
Mario Strani era nato nel 1907 a Verona. Di formazione medico e diprofessione dentista, dopo la seconda guerra mondiale dal Veneto si trasferìa Pinerolo. Fu autore di varie pubblicazioni, fra cui un importante studio sulle abrasioni dei denti nelle popolazioni preistoriche, ma fu innanzi tutto un appassionato delle scienze naturali e proprio al loro studio, e soprattutto alla loro divulgazione, si dedicò per tutta la vita.
Nell’osservare questa collezione, come ha ricordato l’attuale direttore-conservatore Massimo Martelli in un recente seminario:“Come può succedere che venga in mente di passare la vita a realizzare migliaia di funghi di gesso? Per occuparsi di scienza occorre avere uno sviluppato senso dello humour. Altrimenti non si riesce a passare la vita a scoprire che quello che il giorno prima sembrava verissimo era in effetti un

La firma dell’atto di donazione

cumulo di errori. Lo stesso vale per i mezzi che si usano per fare le scoperte. Occorre inventarsi cose apparentemente strane che occorrono per sviluppare conoscenza. La collezione di Mario Strani ci offre un’opportunità particolare. Scoprire lo scopo originale delle collezioni scientifiche che non sono state inventate per fare la gara a chi ha più pezzi o più belli. Scopriremo come l’apparente bizzarria di un uomo si trasforma in uno strumento di ricerca”.
Infatti il sapere non è solo contenuto esclusivamente nei libri. Se non lo si trova lì dentro, come alle volte capita, le fonti della conoscenza passano per altri mezzi, e per le scienze naturali le raccolte sono uno strumento importantissimo. Queste collezioni non sono da vedere come oggetti statici contenuti in teche polverose, ma come fonti di sapere – tant’è vero che archeologi, botanici o storici hanno attinto dalle collezioni per i loro studi.
Il museo ospita anchee sempre realizzati da Strani, dei bellissimi plastici geomorfologici che riproducono diverse aree geografiche e fenomeni geologici, dai ghiacciai ai vulcani, alla deriva dei continenti. La maggior parte sono ospitati al Museo di Verona, ma parecchi riguardanti il Pinerolese sono rimasti nel museo locale.
La collezione del Museo è arricchita da diverse donazioni, come la ricca collezione mineralogica ed entomologica e malacologica, farfalle, conchiglie varie e crostacei, uccelli, mammiferi e rettili.
Il Museo è aperto tutte le domeniche in orario 10.30-12, 15.30-18, compatibilmente con gli orari del parco in cui si trova Villa Prever, che variano nel corso dell’anno.
Per tutte le informazioni, anche sul ricco calendario di iniziative del Museo, si può visitare il sito del Civico Museo Didattico di Scienze Naturali Mario Strani www.museomariostrani.com

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