DA PARTE DEGLI ARTISTI: DALLA CASA AL MUSEO, DAL MUSEO ALLA CASA
Omaggi alle opere della Collezione Cerruti. Capitolo 3
Elisa Sighicelli Lumenombra Lumenicta, 2019
31 ottobre 2019 – 19 gennaio 2020
Castello di Rivoli, Primo Piano, Sale 10 e 11

Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea prosegue il programma di commissioni di opere d’arte realizzate in omaggio ai capolavori della Collezione Cerruti avviato a maggio 2019, in occasione dell’apertura al pubblico della villa che ospita a Rivoli la collezione di Francesco Federico Cerruti (1922-2015).
Mercoledì 30 ottobre è stato presentato al pubblico un nuovo omaggio realizzato dall’artista Elisa Sighicelli, che si unirà alle opere di Ed Atkins, Anna Boghiguian, Alex Cecchetti, Camille Henrot, Liu Ding, Nalini Malani, Giulio Paolini, Giuseppe Penone, Susan Philipsz, Seth Price e Michael Rakowitz, allestite nei precedenti capitoli del programma.

Elisa Sighicelli, Lumenombra

Elisa Sighicelli (Torino, 1968) utilizza la fotografia per fare un lavoro sulla fotografia. Fondendosi con supporti tattili e materici, le sue immagini catturano gli echi del visibile, analizzando i modi in cui la realtà riflette se stessa. “Le sue opere più recenti – scrive Marcella Beccaria – nascono dall’incontro con la Collezione Cerruti. Nel corso del 2019, l’artista si è recata più volte nella villa di Rivoli che ospita la collezione, compiendo una serie di sopralluoghi anche durante i lavori di restauro, quando le stanze erano prive delle opere d’arte e alcuni arredi a muro erano parzialmente coperti da plastiche di protezione.
Allestite nella Sala 10, le fotografie intitolate Lumenombra (2019) restituiscono l’atmosfera della Sala da pranzo della villa. In questi lavori stampati su raso, Sighicelli sembra catturare l’eco dei capolavori di Giorgio de Chirico solitamente lì allestiti, soffermandosi sul mistero di ombre prodotte dalla luce sospesa tra le antiche specchiere e le grandi plastiche utilizzate per coprirle.
Nella Sala 11 sono allestite due opere intitolate Lumenicta (2019). Combinando “lume” e “notte”, la parola inventata da Sighicelli testimonia il fascino della villa ormai restaurata. Utilizzando una torcia elettrica, Sighicelli ha voluto idealmente illuminare la storia privata di Francesco Federico Cerruti, singolare proprietario di una casa destinata ad accoglierlo non come abitante con necessità umane ma solo come collezionista animato da una visionaria passione per l’arte”.
L’omaggio di Elisa Sighicelli si aggiungerà alle opere presentate nel primo e secondo capitolo del programma e ospitate nell’atrio esterno del Castello di Rivoli, al primo piano, ma anche nel giardino di Villa Cerruti. Opere d’arte che nella loro eterogeneità si ispirano ai capolavori del passato raccolti da Francesco Federico Cerruti, alla sua passione per libri e legature, all’architettura della villa e alla biografia di questo riservato imprenditore e collezionista.
Al primo piano del Castello, dove sono allestite le opere di Sighicelli, si trovano i leporelli realizzati da Anna Boghiguian (Il Cairo, 1946) e dedicati alla vita e al pensiero di Friedrich Nietzsche, un video di Nalini Malani (Karachi, 1946) ispirato a una tavola de I capricci di Francisco Goya facente parte della Collezione Cerruti e un dipinto che Ed Atkins (Oxford, Regno Unito, 1982) ha donato al Castello di Rivoli, offrendo un’interpretazione personale e perturbante della collezione come autoritratto indiretto, come autobiografia del collezionista attraverso le sue opere d’arte. Il primo piano ospita inoltre i foto-collage realizzati da Seth Price (Gerusalemme Est, 1973) e un’opera di Giulio Paolini (Genova, 1940) appartenuta a Cerruti, ma mai allestita nella sua villa di Rivoli, e dedicata al filosofo Martin Heidegger.
Sempre al primo piano si trovano l’imbastito creato da Alex Cecchetti (Terni, 1977) a partire dai suoi stessi dipinti e il suo cabinet-collezione di disegni erotici, allestito in contrappunto alla Collezione Cerruti, l’opera in forma di libro con cui Michael Rakowitz (Great Neck, New York, 1973) ha deciso di rendere omaggio alle tecniche perfezionate dal collezionista grazie all’attività della sua Legatoria Industriale Torinese (LIT), una scultura di Camille Henrot (Parigi, 1978) che è insieme una “casa”, un “salvadanaio” e un “dono-talismano”, e infine l’installazione concepita da Liu Ding (Changzhou, Cina, 1976) per la Sala degli Stemmi del Castello di Rivoli: una “stanza delle orchidee” dove elogio della bellezza e quotidianità si alternano in un gioco di specchi.
L’installazione sonora The Wind Rose (La rosa dei venti, 2019) di Susan Philipsz (Glasgow, 1965), ispirata al rumore del vento, accoglie i visitatori nell’atrio esterno del museo e nel giardino di Villa Cerruti, legando in un’eco di vibrazioni sonore il museo d’arte contemporanea e la casa-museo – terzo edificio del nuovo polo museale.
Info: www.castellodirivoli.org

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