SEGNALE D’ALLARME
La mia battaglia VR
di e con Elio Germano
1 febbraio ore 18 e 21,30, Teatro Concordia di Venaria
2 febbraio ore 18 e 21, Officina Anacoleti di Vercelli

Elio Germano presenta, per la prima volta in Piemonte, in collaborazione con Piemonte dal vivo, un’opera che è al contempo una pièce teatrale, un film e una esperienza in realtà virtuale: Segnale d’allarme – La mia battaglia VR.
Nato dallo spettacolo teatrale di cui era attore unico e regista, scritto a quattro mani con Chiara Lagani, questo VR movie nasce dalla collaborazione con Omar Rashid (co-regista del film) ed il progetto multimediale Gold, di cui Rashid è fondatore ed è destinato ad un massimo di 80 spettatori alla volta.
Qual è l’allarme? Questo nostro tempo, il diffondersi del pensiero assolutista fomentato da un’informazione deformata di cui la nostra società è vittima. Le nuove tecnologie che hanno cambiato la comunicazione, se da un lato si propongono come democratiche, dall’altro facilitano la manipolazione del pubblico.
È in questo contesto che Elio Germano utilizza e allo stesso tempo critica la modernità del linguaggio che ha scelto. La tecnologia più avanzata offre dunque uno spettacolo disturbante, pensato per scuotere e risvegliare le coscienze.
Uno spettacolo provocatorio che ci mette in discussione come pubblico – racconta Germano-, Cosa stiamo vedendo? A cosa applaudiamo? Chi è il personaggio che abbiamo di fronte? Dove ci sta portando? Un esercizio di manipolazione dagli esiti imprevedibili – e prosegue aggiungendo-, per la prima volta il teatro si fa virtuale: indossato il visore e le cuffie, verrete catapultati in quella sala e saràcome essere lì”.
Usando le potenzialità della Virtual Reality viene messo in scena un esperimento nel quale Germano ipnotizza i suoi spettatori, quasi li manipola, con lo scopo di trasmettere quel segnale d’allarme da cui prende il nome lo spettacolo VR stesso.
In un’epoca di forte crisi sociale è interessante vedere un attore che, nel difficile ruolo di one man show, prende una posizione che è quasi politica, che si mette in gioco attraverso il suo mestiere e discute l’odierno appiattirsi del pensiero critico annunciando l’indicibile decadenza del mondo.

Sull'Autore

I commenti sono chiusi.