RECONDITE ARMONIE 2020 – 
Oltre i confini
Fairy Consort martedì 8 settembre a Bra
Classico Terzetto Italiano il 10 settembre a Saluzzo

Multiformi sfaccettature, visione aliena da barriere di qualsiasi specie, un atteggiamento caleidoscopico da non confondersi con una disordinata accoglienza di qualsivoglia suggestione, bensì piuttosto rispondente a precisi fili conduttori, attenti a favorire nell’ascoltatore tragitti di approfondimento critico-estetico, spettacoli diversificati e variegati che contemplano una pluralità di forme espressive, spaziando dalla musica colta (classica), alla musica popolare, alla musica jazz (Jazz and wine), sia autoctona sia straniera, dalla letteratura alla musica liturgica. La rassegna 2020 “Recondite armonie – Oltre i Confini” è questo.
Il prossimo concerto è previsto per martedì 8 settembre alle ore 21 a Bra, presso la Chiesa dei Battuti Bianchi. Sul palco “La Suave Armonia – Musica nel Seicento italiano” di Fairy Consort, con Luca Dragani ai flauti dolci e viola da gamba, Luca Matani al violinobarocco e Walter D’Arcangelo al clavicembalo.
Il Fairy Consort nasce nel 1982 a Chieti, con lo scopo di riscoprire e valorizzare il repertorio Rinascimentale e Medioevale con strumenti d’epoca e secondo le regole d’esecuzione che gli studi più approfonditi di filologia ed organologia dettavano. A tal scopo i componenti del Fairy Consort hanno seguito Corsi specialistici e Master Classes con insegnanti fra i quali Pedro Memelsdorff, Wayne Hankin, Andrew van der Beek, Lorenzo Alpert, Jurgen Jurgens, Enrico Gatti, Sandro Naglia, Sergio Balestracci, Marina Scaioli, Roberto Gini, Stefano Bragetti ed altri presso Istituzioni quali la Fondazione Cini di Venezia, la FIMA (già SIFD) a Urbino, l’Accademia Musicale Pescarese ed altri.
Il Fairy Consort ha partecipato ad importanti rassegne quali il VII Festival di Musica Antica di Zielona Gora (Polonia), l’XI edizione di Musicarcaica a Padova, la 54° Rassegna Concertistica della società Arcangelo Speranza di Taranto, Musica Cortese 2006, Friuli, I Luoghi del Tempo e dello Spirito, Ravenna, 2002 e 2005, Borgo Sonoro 2006, Majellarte, Musica Italiana, Isernia, Altoliventina Festival 2007, Friuli; Slovenia, Rassegna Musicale di Novo Mesto, 2009; Polonia, XX Festival di Musica Sacra di Varsavia, I Concerti dell’Istituto Italiano di Cultura, Varsavia, 2010; Svizzera, XIII Churer SommerKonzert, Coira, 2011; Concerti a Lume di Candela, Mirna Pec, Slovenia, 2015, Società Dante Alighieri, Katowice, Polonia, 2017 e 2019 ed altre.
Dal 2000 organizza a Chieti ‘Musica e…’ una rassegna internazionale di incontri culturali e musicali a tema, che quest’anno giunge alla XX edizione.
Nel 2008 ha inciso il CD Arte di Musica per la casa discografica Panidea. Attualmente esaurito, il CD è scaricabile online da Amazon, Google Play ed iTunes.
Giovedì 10 settembre a Saluzzo, presso la Confraternita della Croce Nera, si esibisce invece il “Classico Terzetto Italiano” con Carlo De Martini alla viola e violino, Ubaldo Rosso al flauto e Francesco Biraghi alla chitarra.
Il concerto è dedicato a due compositori nati nel 1770, dei quali cade pertanto il 250° anniversario della nascita nel corrente anno 2020. Si tratta di due musicisti che hanno avuto storie estremamente differenti e che sono ospitati nei manuali di Storia della Musica con un peso spaventosamente diverso l’uno dall’altro. Se infatti Beethoven viene oggi ricordato e idolatrato come uno dei più sbalorditivi geni della composizione mai vissuti e come la figura di maggiore spicco del primo Ottocento musicale mitteleuropeo, la fama di Carulli è limitata soltanto al microcosmo chitarristico, essendo il napoletano uno dei Maestri fondatori della parabola più nobile della chitarra, virtuoso lui stesso di tale strumento e dignitosissimo compositore di musiche solistiche e da camera, quasi sempre confezionate appunto intorno all’amata chitarra. Due personaggi appartenenti allo stesso mondo, dunque, quello della musica “alta”, ma lontani anni luce per interessi, ambiente, stile e personalità. Eppure qualcosa unisce questi due musicisti che, ciascuno a modo suo, sono stati dei pilastri dell’ambiente musicale viennese o parigino. La musica di Beethoven era in anticipo di decenni sul gusto musicale dei suoi contemporanei, anche di coloro che di musica se ne

intendevano: basti pensare che Nicolò Paganini in una lettera del giugno 1828 da Milano all’amico avvocato Germi di Genova definisce i Quartetti di Beethoven come “musica molto stravagante”… Eppure Vienna era orgogliosa di ospitarlo ed osannarlo. Carulli si attiene invece a una tradizione stilistica settecentesca e “va sul sicuro” pubblicando una fiumana di lavori (più di 350 numeri d’Opus) scritti in uno stile classico e con un solido senso della forma: ma la sorpresa è che Carulli stesso dichiara la propria stima per il coetaneo Beethoven, trascrivendo ed adattando diversi lavori pianistici del Maestro di Bonn per le sei corde della chitarra, dimostrando, in questo, perfino più acume musicale di Paganini! Non possiamo sapere se Carulli e Beethoven si siano incontrati o meno: più probabile, date le frequentazioni parigine, che Carulli abbia incontrato il giovane Rossini e che magari l’idea di ridurre le Sinfonie d’opera del pesarese, possa essere avvenuta durante un pranzo o una cena in qualche Faubourg del centro parigino, dato che Rossini era un noto buongustaio e i ritratti di Carulli lo rappresentano ben pasciuto e irresistibilmente simpatico nei tratti del volto.
I concerti saranno preceduti da una breve lettura meditativa e hanno la partnership dell’attuale ditta organaria Vegezzi Bossi – Brondino, con i quali si propone la valorizzazione delle squisitezze foniche degli strumenti, storici e moderni sul nostro territorio, realizzati dalla dinastia Vittino-Vegezzi-Bossi di Centallo, in 450 anni di esperienza liutaria.
Info e prenotazioni: tel.393 6899470 – 335 5299411

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