FERNAND LÉGER!
Yves Klein, Niki de Saint Phalle, Keith Haring…
27 settembre 2025 – 12 febbraio 2026
Reggia di Venaria, Sala delle Arti
Basata principalmente sulle collezioni del Musée national Fernand Léger di Biot e del Musée d’Art Moderne et d’Art
Contemporain (MAMAC) di Nizza, a cui si aggiungono prestigiosi prestiti dal Centre Pompidou e dagli Archivi Yves Klein di Parigi, la mostra riunisce oltre 30 opere di Fernand Léger (Argentan 1881 – Gif-sur-Yvette 1955), pioniere dell’arte moderna, a stretto confronto con artisti delle avanguardie europee e americane attivi dagli anni Sessanta a oggi. Il percorso espositivo permette di mettere in evidenza il forte legame storico e artistico tra l’opera di Léger e la generazione di artisti francesi che lo ha immediatamente seguito, definiti Nuovi Realisti, presentando 70 opere in tutto.
Lanciato nel 1960 dal critico d’arte Pierre Restany, il movimento dei Nuovi Realisti riunisce artisti come Arman (1928-2005), César(1921-1998), Raymond Hains (1926-2005), Yves Klein (1928-1962), Martial Raysse (1936), Daniel Spoerri (1930) e Niki de Saint Phalle (1930-2002) che si dedicano agli oggetti di uso quotidiano della società dei consumi e dell’estetica della strada. Il loro approccio non mira alla rappresentazione del reale, ma alla sua appropriazione poetica.
Il rapporto con l’oggetto occupa un posto centrale, ma la mostra mette a fuoco anche altre tematiche, tra cui la rappresentazione della società del tempo libero, l’arte nello spazio pubblico e la costruzione di un’arte
accessibile a tutti e al passo con i tempi, nonché i processi creativi e l’importanza del lavoro collettivo.
Altri periodi e movimenti internazionali come la Pop Art americana con Robert Indiana e May Wilson, nonché gli artisti emergenti negli anni Settanta e Ottanta come Gilbert & George a Londra e Keith Haring a New York, sono esposti nel percorso di mostra in dialogo con l’opera di Léger.
Se la posizione di Léger come precursore della Pop Art è già stata esplorata in diverse mostre, il rapporto con la scena artistica francese degli anni Sessanta, in particolare con il gruppo dei Nuovi Realisti, rappresenta una novità. Così, aldi là del proficuo dialogo che può esistere tra forme e idee, il progetto intende illustrare la contemporaneità, la multidisciplinarietà e la portata visionaria dell’opera di Fernand Léger.
L’esposizione è stata ideata e progettata per garantire l’accessibilità e l’inclusione dei visitatori, secondo gli obiettivi che contraddistinguono le diverse iniziative ed attività della Reggia di Venaria.
La mostra si articola in 4 sezioni
1. I cinque elementi
I Nuovi Realisti aprono la via ad un’arte fatta di gesti che dialoga con la natura e con il mondo. Spinti dal desiderio di conquistare, si impossessano degli oggetti più emblematici della società, mostrando la bellezza urbana in tutta la sua banalità. Allo stesso tempo, si appropriano dei quattro elementi che compongono l’universo e li colorano.
2. La vita degli oggetti
I Nuovi Realisti, come Fernand Léger trent’anni prima, si concentrano sul simbolo della società moderna: l’oggetto. Léger si distacca da una rappresentazione mimetica per lasciare che forme e colori acquistino autonomia. Gli
artefatti non sono più considerati per la loro carica simbolico, ma per la loro bellezza formale. Vengono ingranditi,giustapposti, frammentati da campiture di colori vivaci e casuali. Con i Nuovi Realisti l’oggetto passa dal campo della rappresentazione a quello della presentazione attraverso un’azione concreta sul mondo. Si appropriano, accumulano e assemblano oggetti per rivelarne il potenziale plastico.
3. L’arte è la vita
Per Léger, artista profondamente ottimista, la pittura è un mezzo per rendere omaggio alla vita, testimoniando al contempo le profonde trasformazioni sociali del suo tempo. Inscritti nel tempo presente, i temi trattati riflettono la trasformazione degli stili di vita con l’introduzione delle prime ferie retribuite durante il governo del Fronte Popolare in Francia, nel 1936. L’aumento del tempo libero, lo spirito festoso dello spettacolo (danza, musica, circo) e i soggetti sportivi (ciclisti, tuffatori) gli offrono l’opportunità
di celebrare il dinamismo del mondo moderno, la pienezza delle classi popolari che si ricaricano al contatto con la natura, o ancora la flessibilità dei corpi in movimento degli atleti e degli acrobati. Per rivolgersi a tutti, Léger evoca questi nuovi soggetti, pieni di gioia di vivere, in formati monumentali che coinvolgono l’occhio e il corpo dello spettatore.
4. La bellezza è ovunque
Dagli anni Trenta Léger realizza, accanto ai suoi dipinti da cavalletto, opere astratte e decorative appositamente pensate per l’architettura. Nel contesto della ricostruzione postbellica, accetta incarichi pubblici per realizzare il suo sogno di inserire la sua pittura nei paesaggi urbani o naturali. Nel 1946 la sua prima realizzazione, la facciata a mosaico della chiesa di Notre-Dame- de-Toute-Grâce al Plateau d’Assy in Alta Savoia, è seguita da altre commissioni come le decorazioni per l’Ospedale-Memoriale di Saint-Lô, manifesto più evidente della sua fede nel potere terapeutico del colore. Niki de Saint Phalle segue le orme di Léger moltiplicando, a partire dal 1967, i progetti di sculture monumentali e riveste il mondo delle sue figure rotondeggianti e dai colori vivaci. Immagina una Nana Ville con il desiderio di dare potere alle donne e di combattere la desolazione dell’urbanistica moderna.
Un’utopia artistica e politica, un ideale di arte per tutti, che gli inventori della Street Art degli anni Ottanta riprendono a loro volta facendo dei muri di New York il supporto della loro espressività. Così Keith Haring rende omaggio a Léger affermando che “l’arte non è un’attività elitaria riservata a pochi intenditori, ma si rivolge a tutti”.
Info: lavenaria.it – residenzerealisabaude.com



