La Cuneo-Ventimiglia attraversa e collega paesaggi e culture

di Alessandra Chiappori

È tornata ultimamente all’attenzione, dopo l’incidente ferroviario che, a causa delle intense piogge, ha fatto deragliare un intercity sulla linea a binario unico tra Andora e Cervo, a cavallo delle province di Savona e Imperia, bloccando di fatto il traffico dei treni nel Ponente ligure e verso la Francia. Eppure, un’altra via di comunicazione tra Liguria, Francia e Piemonte esiste, seppure piccola e letteralmente di confine. Si tratta della storica e panoramica linea ferroviaria Cuneo-Ventimiglia-Nizza, già nota alle recenti cronache per la minaccia di chiusura avanzata dalla Regione Piemonte e per il drastico taglio del numero di convogli giornalieri sull’orario Trenitalia effettuato dal dicembre 2013.
La particolarità – e curiosità – della linea è che, partendo e arrivando da territori italiani situati in due diverse regioni, i binari percorrono un tratto su territorio francese. Una caratteristica pressoché unica, che si spiega con uno sguardo indietro, alla storia. Nel diciannovesimo secolo infatti Nizza, Briga, Tenda e parti della Val Roya erano territorio italiano a tutti gli effetti. Con la costituzione del Regno di Italia nel 1860, e in seguito alla seconda guerra mondiale, nel 1947, queste città e il territorio loro circostante vennero inclusi tra i confini francesi mantenendo però di fatto una sorta di doppio nome e caratteristiche culturali e territoriali che qualsiasi cuneese o ligure di Ponente sentirebbe come proprie. Capita così che, viaggiando sui trenini della linea, tra scorci montani mozzafiato e tipici borghi arroccati sulla roccia, il cellulare segnali il passaggio in territorio francese, e per qualche tempo ci si trovi “all’estero”. Il tratto francese della ferrovia, del resto, è ufficialmente gestito dalla RFF, la rete ferroviaria francese, così come sono di Rete Ferroviaria Italiana i chilometri in territorio nazionale.
La ferrovia risale all’epoca sabauda, quando il regno includeva la Costa Azzurra e la Liguria, tanto che fu proprio Cavour a promuovere la costruzione di una linea che, attraverso le montagne a ovest della regione, portasse al mare. Con l’avvento dell’unità di Italia e la cessione di Nizza alla Francia, però, i progetti e i lavori subirono intoppi e rallentamenti fino al completamento della linea Torino-Vievola nel 1900 e alla successiva firma dell’accordo con la Francia, quattro anni dopo. La convenzione prevedeva la costruzione nel proprio territorio, per ciascuno dei due paesi, dei tratti mancanti per ultimare l’intero percorso verso Ventimiglia. Certo, ai primi del Novecento realizzare una linea ferroviaria in piena montagna, e con la prima guerra mondiale di mezzo, non fu cosa semplice, così si dovette aspettare il 1928 per l’inaugurazione della tratta completata, gestita già allora in via del tutto speciale dalle Ferrovie dello Stato italiane insieme alla società ferroviaria francese (allora era la Paris-Lyon-Méditerranée). Una linea faticosa, ma centrale per i collegamenti europei attraverso il Piemonte: basti pensare che nel 1936 esisteva un treno diretto tra Berna e Sanremo, allora centro turistico internazionale della Riviera. Dopo i rovinosi danni subiti durante la seconda guerra mondiale, la linea fu risistemata solamente negli anni Settanta, sempre rispettando l’accordo bilaterale tra ferrovie francesi e italiane.
A rendere unica l’esperienza di un viaggio lungo questa tratta non è solo la sua storia ma anche la storia e la cultura del territorio attraverso cui si snoda, quello delle Alpi Marittime, una zona che in pochi chilometri permette di passare dalla montagna ai pascoli alpini, alle colline dell’ulivo fino al mare, unendo caratteri piemontesi, liguri e provenzali. “Il treno delle meraviglie” viene infatti chiamato il percorso che da Cuneo scende verso San Dalmazzo, Roccavione, Robilante, Vernante, Limone e passa, dopo il tunnel di Tenda, in territorio francese attraversando Vievola, Tende, La Brigue, Saint Dalmas de Tende, Fontan Saorge, Breil sur Roya. A Breil la linea si biforca: da un versante si arriva direttamente a Nizza, dall’altro si prosegue per la Liguria passando da Olivetta san Michele, Airole, Bevera e concludendo il viaggio sul mare, a Ventimiglia.
È chiaro, alla luce del percorso, che l’interesse della linea è l’essere una via d’accesso alternativa – ma non meno importante a livello storico e turistico – alla Liguria, da sempre terra di scambio con il  Piemonte, e alla Costa Azzurra. In un momento particolarmente delicato per il trasporto ferroviario nel nord ovest, solo questa linea garantisce di fatto una via d’accesso diretta che da Torino porta verso la provincia di Imperia.
Del resto, la “Valle delle meraviglie” che la Cuneo-Ventimiglia attraversa costituisce fin dalla preistoria una via di comunicazione naturale: tra gli scorci montani si trovano testimonianze di antiche popolazioni che già sfruttavano il valico alpino, segni del passaggio dei romani, e non mancano ricchezze artistiche che fanno pensare a una riproposta di questa linea in chiave turistica: il museo di Tenda, l’Abbazia di Borgo San Dalmazzo, Vernante e i suoi murales con le storie di Pinocchio, l’architettura delle suggestive borgate e le numerose strutture fortificate ottocentesche.
Lo straordinario percorso della ferrovia è di per sé un unicum in Europa per le sue ardite soluzioni ingegneristiche e architettoniche. Alcuni punti dei 96 chilometri di tragitto raggiungono i mille metri di quota tra vedute mozzafiato, viadotti sospesi tra le Alpi Marittime, tunnel elicoidali che sfidano la verticalità. Prima della seconda guerra mondiale la linea era tutta elettrificata; attualmente, oltre Limone si prosegue solo con locomotori diesel.
Quello della sicurezza del percorso è purtroppo uno dei motivi addotti per giustificare i tagli effettuati da Trenitalia, in accordo con la Regione Piemonte, alle corse giornaliere sulla linea, che da otto sono scese a due. I lavori di adeguamento richiederebbero lcospicui investimenti per quello che è considerato un “ramo secco”. I comitati per la salvaguardia della linea, al motto di “la Cuneo-Nizza unisce” sono costantemente attivi, e tra questi ci sono il Comitato per la difesa delle Ferrovie locali e molti comuni della provincia di Cuneo, incluso il capoluogo. La protesta ha avuto grande eco sui mezzi di informazione, arrivando persino sui tavoli di Bruxelles, dove è stato sottolineato il valore transeuropeo di una linea non considerata tale, ma che tuttavia risponde perfettamente a questa caratteristica. Tra le ragioni di pendolari e turisti c’è naturalmente il valore storico di una ferrovia che, oltre alla suggestione del paesaggio, è una delle rare e poco conosciute linee al contempo interregionali e internazionali, e mette in comunicazione un territorio dalla forte identità, con legami geografici, storici e culturali. In pochi chilometri di strada ferrata si arriva dalle pasticcerie di Cuneo agli alpeggi e alle castagne per poi ritrovarsi immersi nei profumi di Provenza e tra le specialità di pesce liguri: piccole meraviglie delle Alpi del Mare. 

 

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