I maestri dell’Accademia Albertina
GIACOMO GROSSO
28 settembre 2017 — 7 gennaio 2018
Cambiano, Palazzo Comunale

Torino, Pinacoteca dell’Accademia Albertina di Belle Arti, Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto, Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica (28 settembre – 23 ottobre)
La mostra dedicata a Giacomo Grosso è il secondo appuntamento del ciclo I Maestri dell’Accademia Albertina, promosso e organizzato dall’Accademia Albertina di Belle Arti e dal Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto e inaugurato, nel 2016, con la rassegna su Andrea Gastaldi.
L’esposizione, con oltre cento opere e curata da Angelo Mistrangelo, si concentra sull’attività pittorica dell’artista, sugli anni d’insegnamento all’Accademia e sulla sua partecipazione ai grandi eventi internazionali. In particolare, viene posto in risalto il suo impegno nell’ambito di una ritrattistica di sicura fascinazione: un aspetto quanto mai determinante nella vicenda artistica del pittore, che appartiene alla cultura figurativa della fine del XIX e dell’inizio del XX secolo.
Giacomo Grosso (Cambiano 1860-Torino 1938) fu uno dei pittori piemontesi più conosciuti e amati nel periodo a cavallo tra Otto e Novecento. Allievo di Andrea Gastaldi e poi, per quarantasei anni, docente di pittura all’Accademia Albertina di Torino, fu Senatore del Regno d’Italia e autore di mirabili ritratti, grazie ai quali ottenne la sua maggiore notorietà: tra le sue innumerevoli opere, si ricordano i dipinti dedicati ai Duchi d’Aosta, Lorenzo Delleani, Arturo Toscanini e Giuseppe Verdi, senza tralasciare i quadri più celebri come La nuda (1896) e Signora in aperta campagna (Ritratto di Carola Reduzzi) (1889).
Invitato alla Quadriennale di Torino, alle sociali della Promotrice e del Circolo degli Artisti, partecipò molteplici volte alla Biennale di Venezia, dove il suo nome compare ben quattordici volte con un corpus di cento opere, ed espose a Parigi, Vienna, Dresda, Buenos Aires e in diverse rassegne internazionali.
Il percorso espositivo affianca alle fasi di un’intensa attività produttiva un’ampia ricerca biobibliografica e documentaria: numerose testimonianze, alcune delle quali inedite, sono frutto di recenti indagini effettuate negli archivi storici e nelle biblioteche di Accademia Albertina, Fondazione Accorsi-Ometto, GAM, Palazzo Madama, Società Promotrice delle Belle Arti in Torino, Circolo degli Artisti di Torino, Comune di Cambiano; questi contributi sono stati arricchiti anche da materiali ritrovati negli archivi di riviste, giornali e collezioni private che hanno messo a disposizione il loro patrimonio di immagini, scritti e fotografie.
Le opere esposte, oltre che da collezioni private, provengono da musei e fondazioni piemontesi e nazionali e sono suddivise in quattro sedi istituzionali, ognuna delle quali propone un percorso volto ad approfondire i diversi aspetti della figura di Grosso: a Cambiano, presso il Palazzo Comunale; a Torino, presso la Pinacoteca dell’Accademia Albertina, il Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto e Palazzo Madama.
La storia e il percorso del pittore piemontese comincia idealmente nella Sala del Consiglio del Palazzo Comunale di Cambiano. Il corpus di opere e documenti esposti delinea la vita e la storia artistica di Grosso e permette di conoscere i momenti salienti di un percorso che nel 1895 ha raggiunto la Biennale di Venezia, dove il quadro Il supremo convegno fece così tanto scalpore da essere condannato dal Patriarca Giuseppe Sarto, il futuro Pio X. Tra le altre opere, emerge, anche, imponente e suggestivo, Il Pater Noster.
A Torino, nelle sale della Pinacoteca dell’Accademia Albertina, attorno all’autoritratto dell’artista viene descritta l’opera di Giacomo Grosso, per decenni titolare della cattedra di Pittura. In questo contesto si possono trovare paesaggi e vedute urbane, bozzetti inediti, nature morte, composizioni floreali, ritratti e nudi femminili. Fra questi La nuda (1896), proveniente dalla GAM, i sontuosi ritratti di Umberto I, della regina Elena e di Vittorio Emanuele III, fino al dipinto su cui Grosso diede l’ultima pennellata poco prima di morire, nel 1938.
La sezione “Studium” ricostruisce lo studio di Grosso all’Accademia attraverso le fotografie autocrome stereoscopiche scattate all’inizio del Novecento da Ferdinando Fino, a cura di Fabio Amerio, mentre un video, realizzato da Lino Strangis, e con la regia del Direttore Salvo Bitonti, racconta il mondo pittorico dell’artista con la tecnica raffinata e innovativa del painting motion.
Al Museo Accorsi-Ometto si ammirano i grandi ritratti: personalità della cultura, signore dell’aristocrazia e dell’alta borghesia, tutti raffigurati con sorprendente capacità compositiva ed espressiva. I personaggi con i loro volti signorili, gli sguardi profondi e i sontuosi vestiti esprimono il senso della ricerca visiva di Grosso e la straordinaria definizione degli interni. I dipinti sono affiancati da una serie di accessori (cappelli, ventagli di piume di struzzo, scarpe da sera in raso e guanti in camoscio) provenienti dalle collezioni del Liceo Artistico Aldo Passoni di Torino e da due abiti delle collezioni della Sartoria Devalle.
Infine, nella Corte Medievale di Palazzo Madama è conservata l’imponente Cornice d’alcova: una cornice scolpita e dorata presente in numerosi suoi quadri. Durante la mostra, al suo interno, verrà collocata fino al 23 ottobre una significativa tela dell’artista, la Ninfea del 1907, esposta in quell’anno alla Biennale.
Info
Museo Accorsi – Ometto: tel. 011 837688 int. 3, www.fondazioneaccorsi-ometto.it
Pinacoteca Albertina: tel. 011 0897370, www.accademialbertina.torino.it
Palazzo Madama: tel. 011 4433501, www.fondazionetorinomusei.it
Comune di Cambiano: tel. 011 9440105 int. 6, www.comune.cambiano.to.it

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