LA SCELTA DI GIULIO
Viaggio di un paesaggista nel secolo che distrusse il paesaggio
19 novembre 2017 2 aprile 2018
Saluzzo, Museo della Castiglia

Il 2017 è l’anno in cui ricorrono i 50 anni dalla morte di Giulio Boetto, uno dei pittori più legati al Piemonte e a Saluzzo. Per ricordare la sua figura, le sue scelte artistiche e avviare una riflessione sul valore della pittura paesaggistica nella cultura contemporanea, Saluzzo ospita una mostra multimediale nelle sale della Castiglia, il cuore del suo centro storico medioevale. È il primo capitolo di un ampio progetto pluriennale in omaggio al pittore che approderà alla costituzione di una collezione permanente dedicata alle opere di Boetto e – per ispirazione di queste – alla tutela del paesaggio italiano.
Il concept della mostra è centrato sul significato che l’opera di Giulio Boetto assume nel tempo presente. A distanza di un secolo il mondo dell’artista sembra infatti ispirare quello che la cultura dell’oggi dichiara di aver riscoperto e che, almeno apparentemente, sta entrando a far parte degli stili di vita emergenti. La vita naturale “ritrovata”, in mille e una declinazioni.
La strada e la poetica di un pittore come Boetto poco hanno a che fare con i trend e i fenomeni di costume, ma è oltremodo interessante guardare al paesaggio piemontese com’era, nel momento in cui una certa consapevolezza dei danni arrecati al territorio e il desiderio di rivalutare l’esistente sembrano più presenti che mai.
La mostra, realizzata dall’Associazione Ur/Ca Casa Laboratorio in collaborazione con la Fondazione Artea è articolata in un’esposizione di opere e una video-installazione di notevole complessità. Il paesaggio sarà il filo conduttore, sintetizzato in tre quadri (e generi) emblematici di Boetto: La casa del prete (1918), Luce del mattino a Sauze d’Oulx (1923) e Fine del mercato a Saluzzo (1961).
Il piano progettuale della mostra e le installazioni video sono stati ideati da Giosuè Boetto Cohen, nipote del pittore, giornalista e regista, che ha lavorato a lungo per i programmi culturali della Rai e con alcuni dei maggiori musei nazionali.
Intorno alle tre tele “capitali” (rielaborate graficamente grazie alla collaborazione di “In Testa” – Gruppo Armando Testa, Spa), ruoteranno le vicissitudini storiche e artistiche del “Secolo Breve”, evocato da una sintesi filmata di repertori, fotografie, documenti in gran parte inediti e la proiezione de “La compagnia dei matti”, 1928, regia di Mario Almirante, scenografia di Giulio Boetto, insieme a una serie di elaborazioni grafiche. La serie di proiezioni (preceduta da un’introduzione con pannelli narrativi), verrà posizionata in tre sale distinte della Castiglia. A ogni quadro seguirà una sala dedicata al video, un’immersione nel paesaggio descritto dal pittore, attraverso gli anni, per narrare lo scorrere del tempo e i mutamenti che il paesaggio vive.
Il percorso di visita – un vero viaggio attraverso le tre opere – è stato concepito per ospitare gruppi di venti persone circa per volta. La musica (originale) è stata composta da Marco Robino, fondatore dell’ensemble Architorti, autore tra l’altro da oltre dieci anni delle colonne sonore di opere e lungometraggi di Peter Greenaway, degli allestimenti alla Venaria Reale e dell’installazione del Sarcofago degli Sposi per il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e Genus Bononiae a Bologna.
Orario: sabato 14,30-18, domenica e festivi 10,30-12,30 e 14,30-18

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