SFIDA AL BAROCCO
Roma, Torino, Parigi 1680-1750
30 maggio – 20 settembre
Reggia di Venaria, Citroniera Juvarriana

La mostra di Venaria doveva essere il principale dei circa duecento eventi di “L’essenziale è Barocco”, il progetto della Regione Piemonte che per tutto il 2020 avrebbe coinvolto arti figurative, architettura, Sacri Monti, residenze sabaude,

Sez. 1 – Edme Bouchardon (da Raffaello), Enea, Anchise e Ascanio, 1724-26 ca, sanguigna – Parigi, Musée du Louvre, Département des Arts Graphiques.

musica, giardini ed enogastronomia in un viaggio ideale attraverso segni e stili per mostrare la peculiarità del Barocco piemontese e la ricchezza delle testimonianze che esso ha lasciato in un arco di tempo compreso fra il XVI e il XVIII secolo.
Il progetto, che comprendeva mostre, rassegne concertistiche, visite guidate, aperture straordinarie di siti, laboratori e altri momenti culturali, è stato stravolto dall’emergenza sanitaria, anche se le opportunità offerte dalla rete non sono state trascurate. In particolar modo si segnala il video documentario prodotto da PuntoRec Studios, realizzato dalla Fondazione Compagnia di San Paolo e dalla Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo, visibile da diverse settimane sul sito lavenaria.it e sul profilo YouTube della Venaria Reale, che consente di scoprire curiosità, rimandi e particolari dell’esposizione grazie alla descrizione dei principali capolavori provenienti dai più prestigiosi musei e collezioni di tutto il mondo: le favole antiche nei teatrali quadri di storia, i racconti sacri nelle pale d’altare, la seduzione e la grazia nelle sculture e nei dipinti, la progettualità degli spettacolari modelli di architettura e la raffinatezza preziosa di arredi e ornamenti che “sfidano il Barocco alla ricerca della modernità”.
Una vetrina eccezionale che permette di apprezzare e godere meglio la visita successiva in presenza, visto che la mostra ha riaperto i battenti e sarà visitabile, in ottemperanza alle misure di sicurezza, fino al 20 settembre.

Sez. 7 – C.F. Beaumont, Deposizione dalla Croce, 1731 ca – Torino, chiesa di Santa Croce

La mostra, resa possibile dal sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo, organizzata dal Consorzio delle Residenze Reali Sabaud e curata da Michela Di Macco, Giuseppe Dardanello con un comitato scientifico internazionale, conclude un progetto svolto nell’ambito del Programma di ricerche sull’età e la cultura del Barocco della Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura e si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana.
Sono esposte circa 200 opere provenienti dai più prestigiosi musei, collezioni pubbliche e private, istituzioni culturali e religiose del mondo – che offrono uno straordinario viaggio nell’Europa delle arti tra fine Seicento e metà Settecento. Un percorso verso la modernità, incentrato sul confronto diretto tra Roma e Parigi, i due poli di riferimento culturale dell’intera Europa, con i quali Torino intesse in quegli anni un fitto dialogo di idee e di scambio di artisti e di opere. La cronologia individuata circoscrive un periodo inserito tra gli ambiti storiografici tradizionalmente associati alle etichette di Barocco e di Neoclassicismo, qui invece messo in luce come epocale fucina di rinnovamento.
La “sfida” è quella lanciata dagli artisti in nome della modernità: misurandosi con le grandi opere dell’antichità classica o del Rinascimento, gli artisti esplorano le potenzialità dell’osservazione del naturale, della realtà e dei sentimenti, sperimentando innovativi linguaggi rivolti alla committenza e a un pubblico più articolato e diverso rispetto al passato. Nel periodo preso in considerazione, le tre città vivono momenti cruciali: la Roma dei papi rinnova il suo ruolo di depositaria della grandezza dei modelli; la Parigi di Luigi XIV e XV rivendica il primato della scuola moderna francese, cercando nell’Antico il naturale e scegliendo nuovi riferimenti per la rappresentazione del quotidiano nei maestri fiamminghi e olandesi; e la Torino di Vittorio Amedeo II e Carlo Emanuele III è un laboratorio creativo che orbita attorno alla stella di Filippo Juvarra.

Sez. 15 – Jean-Baptiste Pigalle, Mercurio che si allaccia i calzari alati, marmo, 1744, Parigi, Musée du Louvre, Dépt. des Sculptures

La mostra segue un criterio cronologico e tematico, sviluppandosi in percorsi paralleli e nel confronto fra le tre città e consentendo di ammirare la qualità e la varietà della produzione figurativa del temp, ola pluralità delle scelte nel confronto tra le tre città, sui temi della storia, della memoria, dell’invenzione, della sensibilità al naturale ed esibisce opere di artisti fondamentali nella ricerca figurativa di quegli anni, messi a confronto in un ordinamento critico mai presentato finora. A una sezione introduttiva su Le Allegorie delle Arti ne seguono altre 15: Disegnare dai grandi maestri; Parigi 1680-1720. Il primato della Istoria; Roma 1680-1720. Il teatro degli stili; Torino Circa 1680. Alla ricerca di una identità moderna; Parigi 17001730. Alle radici del colore e del pittoresco. Venezia e i Maestri del Nord; Roma 17001740. Dialoghi in Arcadia; Torino 17151740. Per una galleria dei maestri delle Scuole d’Italia; Disegnare l’ornato. Roma – Parigi Torino; Roma antica e moderna. Nell’Antico la naturalezza; Ricerche sul vero e sul naturale; 17301750. Da Torino a Roma e Parigi; 17301750. Roma antica e moderna. Modelli e nuove generazioni; 17301750. Antico e Moderno per i francesi a Roma e a Parigi; Pensieri e Capricci. Il “fuoco dell’invenzione”; Roma Torino Parigi 1750. Classicismimoderni.
Attraverso una selezione significativa di opere, la mostra permette di ammirare la qualità e la varietà della produzione figurativa del tempo: da Maratti a Trevisani a Conca a Giaquinto a Subleyras, a Pannini e Batoni, ai pittori della modernità parigina, come Boucher e Chardin, agli scultori come Cametti, Legros, Bouchardon, Ladatte e Collino, chiamati a rinnovare le imprese monumentali, ai maestri dell’ornato e delle arti preziose, agli esponenti di maggior rilievo delle scuole romana, na

Sez. 00 – Jean Simeon Chardin, Gli attributi delle Arti, olio su tela, 1731 – Parigi, Musée Jacquemart-André

poletana e veneziana voluti a Torino da Filippo Juvarra.
La qualità magistrale, la grazia, la seducente e coinvolgente rappresentazione delle passioni in pittura e in scultura, il virtuosismo e la raffinatezza preziosa di arredi e ornamenti e lo spettacolare Bucintoro dei Savoia in chiusura della mostra, accompagnano i visitatori lungo questo appassionante e sorprendente percorso costellato da capolavori consegnati alle future elaborazioni dell’arte moderna.
Biglietti per la mostra: intero 14 euro, ridotto 12 euro (gruppi min. 12 personoe e aventi diritto) 8 euro (6-20 anni, universitari under 26), scuole 4 euro (classi minimo di 12 studenti, ingresso gratuito per 2 accompagnatori ogni 27 studenti), gratuito minori di 6 anni e aventi diritto.
Il biglietto della mostra prevede anche la visita alla Regia Scuderia. Il Bucintoro e le Carrozze Regali nella Scuderia Juvarriana.
Il biglietto “Tutto in una Reggia” costa 25 euro e include la visita alla Reggia, ai Giardini e a tutte le altre mostre in corso
Info e prenotazioni: tel. 011 4992333 – www.lavenaria.it

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